Rosso record per i conti della Renault, appesantiti fino a un passivo shock di 8 miliardi di euro dagli effetti negativi del coronavirus e dal fardello dei 4,97 miliardi di perdita registrato dalla controllata (al 43%) Nissan. I ricavi l'anno scorso sono scesi da 55,54 a 43,47 miliardi di euro.

Sempre nel 2020, il gruppo francese, che da luglio è guidato da Luca De Meo con il ruolo di ceo, ha accusato una contrazione delle vendite a meno di tre milioni di unità (-21,3%) a causa della pandemia e del lockdown.

Nella seconda parte dell’anno le cose sono migliorate: il fatturato ha registrato un calo ridimensionato all'8,9%, il free cash flow operativo del business automotive è tornato positivo e la perdita netta è stata di 660 milioni di euro. All’assemblea dei soci di Renault (tra cui lo c’è Stato transalpino) non verrà proposta la distribuzione del dividendo.

De Meo: “Ora puntiamo sulla redditività”

"Nel nostro piano strategico puntiamo sulla redditività e la generazione di cassa", ha rilevato De Meo in una nota aggiungendo di attendersi un 2021 difficile sia per le incertezze legate alla pandemia sia per l'approvvigionamento dei semiconduttori, che, rileva Renault, raggiungerà il picco nel secondo trimestre.

La Casa ha confermato gli obiettivi per i prossimi anni stabiliti come parte del suo piano strategico recentemente reso noto, che include un margine operativo del gruppo di oltre il 3% entro il 2023. 

Qui potete leggere della "Rivoluzione Renault", il piano per cambiare la storia dell'azienda.

Fotogallery: Gruppo Renault, il piano strategico Renaulution