Crollo del breve termine mentre i contratti a lungo termine dei privati decollano. Parla il presidente Aniasa, Massimiliano Archiapatti

Boom e sboom. Come a dire: breve e lungo. Due aggettivi antitetici, ma che se riferiti al sostantivo noleggio dovrebbero essere le due facce della stessa medaglia. E invece no, almeno in tempi di pandemia.

L’effetto-Covid ha devastato il classico rent-a-car, da sempre legato al transito negli aeroporti e, più in generale, al turismo, mentre non ha fermato la richiesta di mobilità pay-per-use, con un sempre maggior numero di privati cittadini (65 mila) che fa ricorso al noleggio a lungo termine per la scelta dell’automobile e per gestire la transizione tecnologica (il 42% dell’immatricolato delle plug-in è in noleggio lungo termine).

Se noleggio a breve soffre da troppo a lungo

“Il fatturato totale del noleggio a breve termine è sceso nel 2020 del 52% circa rispetto all’anno precedente. Quello legato attività turistica negli aeroporti è crollato poi intorno al 65%”, commenta amaramente Massimiliano Archiapatti, presidente dell’Aniasa, l’associazione di Confindustria che rappresenta la filiera del noleggio.

“Nelle città ci si è limitati, si fa per dire, a un -30% vista la maggior resilienza al Covid soprattutto del rent di medio termine. E hanno aiutato anche i furgoni, con le consegne dell’e-commerce ancora toniche, nonostante la generale riduzione dei consumi. Nel terzo trimestre abbiamo registrato l’unico segno positivo, un +1% di fatturato solo nei veicoli commerciali leggeri.

Sono dati drammatici. Aspettiamo di vedere il conto economico delle aziende. L’aspettativa, però, è di perdite monstre per tutto il settore del breve termine. A oggi - prosegue Archiapatti - ci sosteniamo attraverso il controllo dei costi, la riduzione della flotta e gli ammortizzatori sociali, ma al momento non si vedono segnali di ripresa”.

presidente Aniasa, Massimiliano Archiapatti
Il presidente dell'Aniasa, Massimiliano Archiapatti

Turismo, fisco e Recovery plan: cose da Draghi

Nella formazione del governo Draghi l’Aniasa vede “tre cose di buon occhio. La prima è la creazione di un portafoglio per il ministero del Turismo. La seconda è la speranza di essere inclusi in un ragionamento più ampio sul Next generation Ue, laddove il noleggio può fare molto in termini di sostenibilità. Inoltre - rileva Archiapatti -, crediamo che le indicazioni dell’esecutivo sulla necessità di una riforma fiscale debbano riguardare anche l’automotive.

Un esempio: su una vettura che costa 30 mila euro in Italia la deducibilità è di 5.700-800 euro, in Germania e Spagna di 30 mila e Gran Bretagna e Francia intorno a 24 mila euro. Sappiano che il 37% del Next generation Ue deve andare al green. E qui - nota ancora -, potremmo dire la nostra: noleggiamo vetture e veicoli commerciali tutti Euro 6 di ultima generazione, sicuri, efficienti e sostenibili. Che poi, come nel caso dei 250 mila del 2019, dismettiamo sul mercato dei veicoli d’occasione.

Se ci fossero incentivi tali da favorire lo scambio tra l’usato fresco e quello obsoleto, penso per esempio al credito d’imposta, saremmo in grado di contribuire al rinnovo del parco circolante, che è il più vecchio d’Europa dopo quello della Grecia”. E non basta. Per rilanciare il noleggio a breve, pandemia permettendo, servirebbe anche un’aliquota Iva più bassa del 22% ordinario, “dal momento che che siamo legati al turismo. In Spagna fanno così e con successo. E da noi? Per raggiungere il famoso 60% dei siti italiani patrimonio dell’Unesco ai turisti serve l’auto. Anche per questo bisogna incentivarla”.

Quell’allungo del lungo (termine)

Allo stop brutale del breve fa da contraltare l’accelerazione del noleggio a lungo termine per i privati. “E’ una formula che piace per la semplicità e perché assicura la certezza del costo. In questa fase, poi, consente di gestire l’incertezza relativa alla transizione tecnologica. Non a caso - spiega Archiapatti -, la quota del noleggio sull’immatricolato totale è del 25% circa, ma sale al 35% per le auto full electric e al 42% per le ibride plug-in.

Il noleggio diventa quindi uno strumento per accedere alle nuove motorizzazioni senza i pensieri legati ai costi di acquisto della vettura e di installazione delle wall box, all’incertezza delle stazioni di ricarica pubbliche, ma anche e soprattutto al valore residuo”.

L’Aniasa stima che oltre 65 mila privati abbiano scelto il noleggio a lungo termine, aggiungendosi a circa 80 mila aziende e circa 70 mila partite Iva. “Questo fenomeno - conclude il presidente dell’Aniasa -, è favorito dal cambio di cultura tra proprietà e possesso, dovuto anche al fatto che sul mercato stanno entrando le nuove generazioni più giovani che hanno questa predisposizione, unita a una scolarizzazione avanzata e a buone disponibilità economiche”.