DS è l’haute couture francese, Lancia l’eleganza italiana e Alfa Romeo è un prodotto iconico. Tra loro ci sono enormi sinergie da sviluppare. E lo faremo. Per questo finora non pensiamo di rimanere solo con uno di questi brand, anche se si tratta di un'opzione da non escludere a priori. Ma possiamo aumentarne il valore. E vogliamo dare a ognuno una strategia e un'opportunità di tornare ai livelli del passato”.

Lo ha sottolineato Carlos Tavares, ceo di Stellantis nella conference call di presentazione dei conti 2020 di FCA e PSA.

Alfa Romeo deve sintonizzarsi meglio con le aspettative della clientela e ha i margini per fare un lavoro migliore a partire dai mercati italiano e americano”, ha precisato. Lancia e DS possono crescere nei “paesi limitrofi” ed è per questo motivo che ciascuno dei marchi ha “un amministratore delegato”, riferendosi in particolare al nuovo capo del Biscione, Jean-Philippe Imparato, che in precedenza era stato lodato dallo stesso top manager portoghese per il lavoro fatto con Peugeot.

Con Waymo grande partnership nella guida autonoma

Tavares ha poi annunciato che il piano “strategico sarà pronto per fine anno o, al massimo, all’inizio del 2022”. Tra gli obiettivi c’è la crescita sul marcato cinese “dove ora abbiamo difficoltà. Per risolverle abbiamo creato un apposito team guidato da uno dei nostri top manager. Lì arriviamo tardi. Purtroppo, è andata così”, ha aggiunto.

Sul fronte dell'elettrificazione e della guida autonoma, Tavares ha ricordato il ruolo trainante di PSA, rilevando che nel 2025 "Stellantis avrà il pieno controllo della catena del valore nei powertrain elettrici, batterie comprese", e definendo l'alleanza di FCA con Waymo "una grande partnership, il modo migliore per imparare in questo settore".

Non siamo dinosauri. Stellantis è una ventata d'aria fresca

Così come, dopo l'ennesima sottolineatura del margine record al 9,4% raggiunto dal gruppo francese nel secondo semestre del 2020, Tavares ha fatto riferimento "all'enorme potenziale di crescita dei colleghi italiani" e alla loro capacità emulativa, così come per i francesi alcuni "asset" del modo di lavorare italiano possono rappresentare un punto di riferimento.

D'altronde, è questa una delle caratteristiche di una fusione che "non è frutto di una crisi. Anzi. E' un'aggregazione che punta ad aprire nuove opportunità. È una ventata di aria fresca in un mondo in grande cambiamento. Dobbiamo migliorare l'efficienza in tutto quello che facciamo, non saremo una società tradizionale, sapremo fare scelte dirompenti.

Un esempio? La partecipazione in Archer Aviation, la società di taxi elettrici a decollo verticale. Non siamo dinosauri. Non ci faremo mettere in un angolo", ha rimarcato il ceo di Stellantis.