Nel '96 questa concept car ha anticipato la versione a 5 porte di Wrangler, arrivata però soltanto con la generazione seguente

Trent'anni fa, Jeep Wrangler era un modello alla moda, ma con interni spartani e angusti, motori poco potenti e un comportamento stradale mediocre. Oggi, l'erede di quel modello mantiene eccezionali capacità fuoristrada, ha interni accoglienti ed il tanto atteso V8 è addirittura apparso nella gamma motori (non in Europa). Persino la guidabilità non è inferiore a tanti concorrenti con carrozzeria monoscocca. 

Quanto alla questione dello spazio, era quasi impossibile affrontarla in modo soddisfacente mantenendo l'originale fisionomia a passo corto e tre porte: ed è presto apparso evidente che si sarebbe reso necessario fare modifiche radicali nel design.

Nuova proprietà, nuove idee

Nel 1987, quando Chrysler acquistò la Jeep dall'afflitta AMC, la divisione fuoristrada stranamente non era in difficoltà come la casa madre perché le Jeep erano ancora molto richieste sul mercato americano. Ma AMC stava trascinando a fondo il marchio, che doveva essere salvato. 

La direzione Chrysler aveva grandi speranze per quel brand, poiché né GM né Ford, sue rivali dirette, avevano marchi specializzati in fuoristrada. E se il pick-up medio Comanche stava perdendo colpi contro i concorrenti, anche Cherokee e Wrangler non stavano andando benissimo. Non sorprende quindi che l'attenzione si sia concentrata principalmente su di loro.

Jeep Wrangler TJ

Wrangler YJ

Solo pochi anni dopo, Cherokee venne affiancato da Grand Cherokee e dal più costoso Grand Wagoneer, mentre Wrangler venne soltanto aggiornato secondo le necessità. L'elenco delle modifiche per il modello YJ era limitato a interventi minori, come l'introduzione dell'ABS, una linea di motori migliorata e una nuova trasmissione automatica.

Parte del motivo stava nel fatto che Wrangler YJ era l'ultima Jeep sviluppata sotto la supervisione di AMC e Chrysler preferiva non metterci troppo mano e partire invece con lo sviluppo di un modello completamente nuovo, cercando di sbarazzarsi dell'eredità dei precedenti proprietari appena possibile. 

Pertanto, nella prima metà degli Anni '90, quando gli ingegneri stavano già lavorando duramente sulla nuova generazione, l'azienda richiese ulteriori modifiche.

Jeep Wrangler

Più spazio, tetto fisso. Ma era una prova

La nuova generazione di Jeep Wrangler, sigla TJ, arrivò nel '96, simile ma con novità importanti come le sospensioni a molle elicoidali. Nel corso di quello stesso anno l'azienda realizzò la Dakar, con passo lungo e carrozzeria interamente in metallo a cinque porte: anche se si trattava di un prototipo, divenne subito chiaro che la direzione era quella giusta e la rivoluzione sarebbe presto arrivata.

Se Wrangler aveva una capote in tessuto o in plastica rimovibile, Dakar andava invece a sovrapporsi direttamente a Cherokee, per cui rappresentava una seria minaccia. Grazie al passo maggiorato di 38 cm, offriva una seconda fila di sedili completa e comoda e vantava anche un buon isolamento acustico, che i proprietari delle versioni standard non avevano mai sognato.

Il concetto di Jeep Dakar

Un'altra caratteristica del modello Dakar era il design insolito della carrozzeria: l'esterno aveva elementi lampeggianti alla moda nel periodo del cosiddetto "biodesign", che ben si sposavano con i nuovi fari tondi arrivati a sostituire quelli rettangolari dell'era AMC.

La concept aveva anche ricevuto nuovi paraurti (che, tra l'altro, assomigliano a quelli dell'attuale generazione), un tetto spiovente con montanti C leggermente inclinati e una forma insolita di vetri laterali, successivamente adottata su Jeep Liberty. Come pure il portellone incernierato lateralmente e con lunotto basculante che consentiva di caricare il bagagliaio senza dover aprire l'intero sportello.

Jeep Dakar

Se non fosse per una serie di dettagli tipicamente da concept, la Dakar avrebbe potuto essere tranquillamente definita un modello di pre-produzione. Per sottolineare l'appartenenza alla famiglia principale di Wrangler e allo stesso tempo per far capire che la Dakar era ancora un prototipo, i suoi creatori dotarono l'auto di un kit da viaggio sul portellone che comprendeva bussola, torcia e binocolo, oltre a due taniche. 

Sul tetto erano invece presenti la ruota di scorta e un ampio portapacchi, un verricello era installato nel paraurti anteriore e un paio di pale pieghevoli erano nascoste in apposite nicchie dietro i paraurti stessi.

Salone Jeep Dakar

Otto anni dopo

La prima Wrangler a passo lungo di serie, quella che ha inaugurato la dicitura Unlimited, debuttò nel 2004, alla fine della carriera della serie YJ. Questa Wrangler manteneva la carrozzeria aperta e non ebbe mai un secondo paio di porte laterali.

Per vedere la vera erede della Dakar fu necessario aspettare la seconda metà del 2006 e il cambio di generazione completo.

Jeep Wrangler Unlimited

Con questa nuova serie JK il nome Unlimited è passato a definire un vero modello a 5 porte, arrivato 10 anni dopo la Dakar. Oggi i tempi si sono accorciati e la Casa è in grado di lanciare un modello di serie a soli sei mesi dal debutto del prototipo, come è successo con la famiglia dei nuovi Wagoneer e Grand Wagoneer, ma in passato il marchio tastava il terreno davvero a lungo prima di lanciarsi in qualche novità.

Jeep Wrangler Sahara Unlimited

La prima Jeep Wrangler Unlimited

È quasi banale sostenere che Jeep abbia fatto la mossa giusta quando ha aggiunto la variante a cinque porte alla gamma della generazione JK. Da allora questo modello ha fatto la parte del leone nelle vendite di Wrangler, che senza l'opzione Unlimited, forse sarebbe già entrato a far parte della storia, lasciando il posto ai crossover. 

Inoltre, se non fosse stato per la pratica versione allungata, difficilmente avremmo visto nascere il pick-up Gladiator, ordinabile soltanto con cabina doppia. Ma questa è un'altra storia.

Fotogallery: Jeep, dalla Dakar concept a Wrangler Unlimited