Nessun fulmine a ciel sereno. Semmai, una conferma: la pandemia da coronavirus ha affossato il settore dell'auto. La traduzione in numeri di quello che è chiaro a tutti arriva dalla prestigiosa Area studi di Mediobanca, che ha analizzato le performance di quasi 200 grandi multinazionali con fatturato annuale sopra i 3 miliardi, ricavi complessivi di oltre 8.000 miliardi e 21 milioni di occupati nel mondo.

Boom per i gruppi del web

Nel 2020, con lo scoppio della pandemia, i ricavi delle principali corporation sono scesi in media del 3,1% rispetto al 2019. C'è però chi ha guadagnato, anche sensibilmente, e chi, invece, ha perso drasticamente terreno.

I gruppi WebSoft hanno fatto segnare un incremento del giro d'affari pari al 19,5%, seguiti a distanza dalla grande distribuzione (+8,5%) e dall'alimentare (+7,9%), cioè da quei settori che megio hanno saputo assecondare il cambiamento degli stili di vita e delle abitudini di acquisto determinato dal Covid-19.

Male chi produce auto e aerei

Perdono decisamente terreno le big del settore oil&gas (-32,9%), i produttori di aeromobili (-26,8%) e i grandi gruppi della moda (-17,3%). Male anche l'auto, che ha visto arretrare il fatturato del 12,1% e l'ebit del 41,5%.

In Italia la perdita media di ricavi è stata più marcata (-29%), proprio a causa dell'assenza di grandi player con proiezione internazionale nell'hi-tech e nell'ecosistema collegato a internet.

Nonostante tutto, però, l'andamento finanziario delle grandi multinazionali, con riferimento soprattutto al mercato azionario, è stato positivo: la capitalizzazione di Borsa è salita del 15,4%. Sensibile il rally delle multinazionali dell’elettronica (+41,9%) e le WebSoft (+37,4%).

L’annuncio nello scorso novembre del primo vaccino anti-Covid ha premiato anche i settori pro-ciclici, in particolar modo l’automotive (+39,0%) sebbene le vendite del settore non abbiano ancora invertito la rotta. In calo a doppia cifra le performance di Borsa per i produttori di aeromobili (-25,6%), per i colossi dell’Oil&Gas (-13,9%) e per le multinazionali delle Bevande (-10,1%).

L'analisi di Mediobanca prende in esame anche le differenze per aree geografiche: sono rimasti sostanzialmente invariati i ricavi delle multinazionali dell'area Asia-Pacifico e di quelle localizzate nelle Americhe. Crescono le conglomerate cinesi (+11,2%), mentre quelle europee perdono pesantemente terreno (-14,5%).

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