Pur avendo una politica più orientata al green e alla transizione energetica del suo predecessore, il nuovo Presidente USA Joe Biden ha comunque a cuore le sorti dell'industria automobilistica e il grave problema dello stop produttivo dovuto alla carenza di componenti elettroniche, "assorbite" dall'elettronica di consumo, che sta danneggiando seriamente il comparto con una perdita potenziale nel 2021 di 1,3 milioni di unità.

Per far fronte all'emergenza, che è immediata, la soluzione non può naturalmente essere limitata all'auspicata costruzione di nuove fabbriche, ma occorre potenziare da subito la filiera: come riportato dall'agenzia di stampa Reuters, la carenza di semiconduttori è "una priorità assoluta e immediata", com'è stato ribadito dai portavoce della Casa Bianca subito dopo l'incontro di lunedì scorso con i dirigenti delle principali aziende produttrici. 

Intel pronta a intervenire

Durante l'incontro, Biden ha affermato di poter contare su un sostegno bipartisan per finanziare l'industria dei semiconduttori, annuncio che fa seguito all'intenzione già manifestata, di investire 50 miliardi di dollari nella produzione e nella ricerca di semiconduttori, che rientra tra le misure per rilanciare la produzione automobilistica statunitense e a sua volta fa parte di un piano infrastrutturale da 2 trilioni di dollari.

La riunione della Casa Bianca includeva dirigenti di 19 grandi aziende, tra cui l'amministratore delegato di General Motors Mary Barra, l'amministratore delegato di Ford Motor Jim Farley e l'amministratore delegato di Chrysler, Stellantis NV, Carlos Tavares. Hanno preso parte anche il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Jake Sullivan, il direttore del Consiglio economico nazionale Brian Deese e il segretario al commercio Gina Raimondo. Ma anche dirigenti di aziende come GlobalFoundries, Taiwan Semiconductor Manufacturing Co, AT&T, Samsung Electronics Co e Alphabet Inc., società madre di Google.

L'amministratore delegato di Intel Pat Gelsinger, che ha partecipato virtualmente all'incontro, ha successivamente dichiarato a Reuters che la società intendeva iniziare a produrre chip nelle sue fabbriche entro 6-9 mesi per far fronte alla carenza che ha bloccato le linee di assemblaggio in alcuni stabilimenti automobilistici statunitensi.

Verso l'indipendenza

I partecipanti hanno anche sottolineato l'importanza di aumentare la trasparenza nella catena di fornitura dei semiconduttori, sia per mitigare le carenze attuali sia per prevenire la domanda futura. Ribadendo anche "l'importanza di incoraggiare ulteriore capacità di produzione di semiconduttori negli Stati Uniti per essere sicuri che non dovremmo mai più far fronte a carenze", ha aggiunto.

Che tradotto in parole povere, significa svincolarsi dall'eccessiva  dipendenza da fornitori attuali e dalla "concorrenza" di altri comparti come appunto, i big dell'elettronica verso cu isi concentrano le attenzioni dei fornitori stessi.

A tale proposito, questa settimana, il Comitato del Commercio del Senato terrà la sua prima udienza su una misura bipartisan per rafforzare la ricerca tecnologica e gli sforzi di sviluppo nel tentativo di affrontare la concorrenza cinese.