Dal mondo virtuale a quello reale (e ritorno). Dopo essere stata progettata per tanto tempo al PC dagli ingegneri emiliani ed essere venuta alla luce solo negli scorsi mesi, la Lamborghini Huracan STO torna dentro gli “schermi”. Il modello più estremo della Huracan debutta su Rocket League, il videogame multipiattaforma che unisce le auto sportive e il calcio.

La prima supercar italiana di Rocket League

Il videogioco ha ricevuto oltre 150 Best Game Award da varie testate specializzate e i creatori hanno scelto la Huracan STO per aggiornare ulteriormente il parco auto disponibile. Tra gli altri bolidi disponibili ricordiamo la McLaren 570S, la Dodge Charger R/T del 1970 e la Nissan Skyline GT-R R34 del 1999.

La versione virtuale della STO è disponibile dal 21 al 27 aprile e sarà utilizzata per disputare la Battle of The Bulls durante la Rocket League Championship Series X Lamborghini Open, di cui la Casa è sponsor ufficiale.

Il pacchetto acquistabile include la vettura in Blu Laufey e Arancio California e diverse possibilità di personalizzazione della livrea. Completano il set due treni di pneumatici e l’immancabile rombo del motore.

La “Battle of The Bulls” consiste in un girone da cinque incontri dal 23 al 25 aprile e gli appassionati potranno seguirla dal vivo sulla piattaforma Twitch. I gamers si sfideranno uno contro uno e ciascuno dei vincitori riceverà un premio di 5 mila dollari.

Una forte presenza negli eSports

La versione “reale” della Huracan STO è mossa dal motore 5.2 V10 aspirato da 640 CV e 565 Nm. Grazie ad un’aerodinamica affinata e ad una serie di soluzioni riprese dal mondo delle corse, la STO brucia lo 0-100 km/h in 3 secondi e raggiunge i 310 km/h.

Stephan Winkelmann, presidente e AD di Lamborghini commenta l’ingresso in Rocket League: “E’ un ulteriore passo nella strategia digitale Lamborghini, la quale nel 2020 è entrata negli eSports con un proprio campionato monomarca”, ha dichiarato il numero uno del Toro. “Gaming e simulazione sono importanti per coinvolgere le nuove generazione e far conoscere le nostre vetture ai più giovani”, ha proseguito Winkelmann.