Prima relazione dell'Autorità di settore, l'Ansfisa. Il ministro Giovannini: 1,15 mld per sicurezza ponti e gallerie su strade province

Le strade italiane sono sicure? La risposta è: boh. Lo certifica amaramente nella sua prima relazione l'Agenzia per la sicurezza di ferrovie, strade e autostrade (Ansfisa), voluta dal governo dopo il crollo del ponte Morandi e operativa dal 30 novembre scorso. 

I dati per i controlli per la sicurezza stradale sono «ridotti, limitati e lacunosi su circa 800 mila chilometri di rete stradale italiana, ovvero quella che fa capo a regioni, province, città metropolitane e comuni», ha spiegato il direttore di Ansfisa, Fabio Croccolo con l'intervento del ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini. 

"La stratificazione normativa, i frequenti passaggi di gestione e la vetustà delle opere rendono attualmente molto difficile avere dati certi sul perimetro della rete e sulle sue caratteristiche", avverte la relazione.

Dati che risalgono al 1999

Su 668.673 km di rete comunale (79,64% del totale) e 135.691 km di rete provinciale (16,16% del totale), le ultime rilevazioni utili risalgono al 1999. Inoltre, «mancano anche le informazioni qualitative, fondamentali per la definizione di moderni Sistemi di gestione della sicurezza da parte dei gestori o dei proprietari». Complessivamente, la rete nazionale ammonta a quasi 840 mila km. La rete Anas è pari a 27.259 km (3,25% del totale), mentre le autostrade contano poco piu' di 8 mila km (0,95%).

Anche la gestione è estremamente frammentata: 8.055 proprietari/gestori in totale, di cui "un numero elevatissimo" sulla rete di rango inferiore e "un numero limitato di soggetti strutturati che gestisce la rete autostradale e stradale con continuità da diversi decenni". 

Necessario un investimento straordinario

Alla presentazione del rapporto ha partecipato anche il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, che ha parlato della necessità di "un investimento straordinario", ricordando che intanto per la messa in sicurezza dei ponti e viadotti sulle strade provinciali e metropolitane sono stanziati "1,15 miliardi di euro", cui si sommano "gli interventi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per alcune tratte".

"L'investimento in sicurezza è per questa generazione, ma anche per quelle future. Per questo, " ha aggiunto Giovannini, "è pienamente in linea con i principi di sostenibilità. Molte delle nostre infrastrutture, costruire a partire dal secondo dopo guerra, in alcuni casi raggiungono il fine vita e hanno bisogno di essere smantellate e ricostruite, in molti casi hanno bisogno di manutenzioni straordinarie".