Nota del Mims (ex Infrastrutture e Trasporti) senza la parola "auto". Per monitorare la sicurezza di ponti e gallerie lo 0,73% dei fondi

Sarà che non sono più un ragazzino e che ho sempre identificato il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti come quello che governa le faccende automobilistiche. Sarà magari che non è ancora completamente chiara la ripartizione delle competenze tra i nuovi e vecchi dicasteri.

Saranno queste oppure altre considerazioni, fatto sta che per curiosità giornalistica sono andato a spulciare il lungo comunicato con cui il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili (Mims) spiega analiticamente la destinazione dei quasi 62 miliardi (61,979 per la precisione) che gestirà in base al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).,

Automobile a chi? 

Il risultato, ricavato dal documento "Dieci anni per trasformare l'Italia", è che nelle tre pagine della nota per un totale di 1.994 parole, 13.951 caratteri e 143 paragrafi le parole "auto" o "automobile" compaiono zero volte. A me ha fatto un certo effetto, non so a voi.

Per curiosità, i termini "ferrovie" e "ferroviario" si possono leggere 13 volte, la parola "treni" 8 volte, mentre nei "porti" ci si imbatte in 9 occasioni. Non manca la desinenza "cicl", per "ciclo" o "ciclabile". E non mi sembra che le cose siano diverse nelle 30 slide allegate al comunicato.

E fin qui, direte voi, sembra più una curiosità che altro. Magari si parlerà del mondo automobilistico nelle pieghe dei comunicati dell'altro dicastero, quello della Transizione ecologica. E sarà sicuramente così.

Controlli di sicurezza 

Quello che però fa davvero impressione, riguardando con attenzione le slide, è che finalmente alla numero 24 troviamo qualcosa che riguarda le infrastrutture stradali. E cioè che la bellezza di 0,45 miliardi, cioè 450 milioni di euro, cioè lo 0,73% del totale, viene destinato al monitoraggio tecnologico di ponti, viadotti e gallerie stradali e autostradali. Vale a dire: 2.179 gallerie, 21.072 ponti e viadotti, 6.320 cavalcavia.

Ma come, viene da chiedersi, dopo la tragedia del ponte Morandi e il crollo o la chiusura per inagibilità di tanti ponti, viadotti e gallerie, per capire lo stato di sicurezza dell'intera rete stradale bastano 450 milioni, mentre addirittura 1,1 miliardi sono riservati alla sola A24-25 Roma-L'Aquila-Pescara?

L'allarme dell'Agenzia

Tanto più che appena ieri l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, l'Ansfisa, ha denunciato nella sua prima relazione annuale la pressoché totale assenza di informazioni sui parametri di sicurezza di 800 mila chilometri di strade provinciali e comunali (su 840 mila chilometri totali della rete stradale italiana). 

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La sede del ministero a Porta Pia

Sempre ieri, presentando la rlazione, il ministro Enrico Giovannini ha detto che: "per la messa in sicurezza dei ponti e viadotti sulle strade provinciali e metropolitane" è previsto "uno stanziamento di 1,150 miliardi di euro, più gli interventi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per alcune tratte". La cifra coincide con quella in tabella, ma solo se si sommano i 450 milioni della rete nazionale con gli 1,1 previsti per un'unica autostrada, l'A24-25. 

Ora è probabile che di "auto" e "automobili" torneremo a leggere nelle tabelle del ministero per la Transizione ecologia. Restano però sullo sfondo un difetto di comunicazione del governo, con un effetto spiazzante per chi si occupa del mondo a quattro ruote. E, ancora più sullo sfondo, un evidente disinteresse strategico dello stesso esecutivo per la filiera automotive, visto che non risulta nessun piando ad hoc di breve respiro (salvo l'elettrico e i progetti a lunghissima gittata per l'idrogeno), né che qualcuno abbia pensato a rinnovare quegli incentivi, solitamente di competenza del Mise, che hanno permesso un recupero parziale a un settore che, comunque lo si pesi, rappresenta pur sempre una percentuale di Pil a doppia cifra.