Tutto in 24 ore: ieri Maranello tocca il fondo in Borsa, oggi Stellantis è il miglior titolo. Effetto trimestrali? Sì, ma non solo

Top e flop a Piazza Affari. È una circostanza che si verifica tutti i giorni. Tanto che lo stesso sito di Borsa Italiana mostra quotidianamente i migliori e i peggiori titoli del listino. Se però in 24 ore bisogna guardare i titoli della galassia Exor con un telescopio sghembo, la cosa diventa curiosa.

Sì perché nella seduta di ieri il peggior titolo in assoluto è stato Ferrari (-8,02% a 168,05 euro), mentre oggi in chiusura (Ftse Mib +2,03 %) le azioni Stellantis hanno registrato la miglior performance totale (+7%, 14,86 euro), con un secondo posto occupato da Cnh Industrial (+5,2% a 12,89 euro).

Conto economico positivo, ma..

Come mai questo andamento divergente? Effetto delle trimestrali presentate al mercato dalle due Case automobilistiche? Sì, ma solo fino a un certo punto, perché anche i "numeri" dei conti di Maranello sono stati estremamente positivi (margine operativo lordo a cambi costanti +24% a 376 milioni di euro e utile operativo +21% a 266 milioni), così come quelli del gruppo nato dalla fusione di FCA e PSA (ricavi a 37 miliardi di euro pro-forma,+14%, oltre a un numero di consegne pari a 1,567 milioni di unità, ovvero +11%).

Ferrari ha però scontato in Borsa un paio di elementi: l'estrema "prudenza" con cui si guarda nelle varie aree geografiche al perdurare degli effetti della pandemia ha convinto i vertici di Maranello a posporre di un anno i target finanziari. E questo non è piaciuto al mercato. Così come il perdurare della ricerca del nuovo ceo, dopo le dimissioni di Louis Camilleri a dicembre scorso e nonostante le rassicurazioni del presidente (e ceo ad interim) John Elkann.

Oggi però, di fronte a un riscontro assolutamente positivo delle piazze azionarie il titolo Ferrari ha riguadagnato terreno, a 170,65 euro (+1,55%).

Denaro sull'automotive

Il gruppo Stellantis ha registrato ricavi superiori alle attese degli analisti e ha confermato la guidance (cioè la "forbice" degli obiettivi economici che intende raggiungere) per quest'anno. E se gli investitori hanno apprezzato queste notizie, l'andamento positivo dei titoli automotive (dopo l'indice Ifo tedesco di ieri che ha registrato un balzo delle prospettive del comparto) ha fatto il resto, insieme alle classiche ragioni tecniche.

Neppure la crisi dei semiconduttori, che ha fatto "perdere" a Stellantis 190,000 auto in fase di produzione, ha avuto un impatto negativo sul titolo, anche perché il cfo, Richard Palmer, ha rassicurato sull'impegno della Casa a gestire l'emergenza, sottolineando che il gruppo guidato da Carlos Tavares ha avuto conseguenze più circoscritte rispetto alla concorrenza.

Il monito di Giorgetti

È passato sotto silenzio in Borsa anche il monito del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, che in un question time alla Camera ha detto che il governo "intende richiamare agli impegni assunti il gruppo Stellantis (impegno a non delocalizzare la produzione e piena occupazione entro il 2023 - ndr), anche dopo la fusione tra FCA e PSA", riferendosi alla garanzia di Sace per la copertura dell'80% del maxi finanziamento richiesto da FCA nel 2020.