Non ti curar di loro ma guarda e passa. Pare improbabile che il direttore finanziario di Volkswagen, Arno Antlitz conosca Dante, ma il senso delle sue affermazioni riguardo alla crisi dei chip pare proprio andare in questo senso .

Nella nota che accompagna la trimestrale del gruppo, Antlitz sottolinea infatti che il gruppo di Wolfsburg: 

"Ha gestito responsabilmente gli effetti della pandemia e la carenza di semiconduttori, continuando a investire nell'elettrificazione e nella digitalizzazione, lavorando simultaneamente sui costi. Ci si aspetta che nel secondo trimestre la carenza di semiconduttori per l'industria abbia un impatto significativamente maggiore che in passato. Ciononostante, siamo fiduciosi sugli sviluppi del business per l'intero 2021 e per questo abbiamo aumentato il nostro outlook".

In particolare, Volkswagen prevede a livello di profitti operativi un ros (return on sales) tra il 5,5% e il 7% (5-6,5% la precedente forbice). Un progresso dettato anche dalla positiva performance dei primi tre mesi del 2021, con consegne in aumento del 21,2% a 2,4 milioni di veicoli (quelli elettrificati hanno raddoppiato le vendite a 133.300 unità) per ricavi a 62,4 miliardi di euro (55,1 nello stesso trimestre dell'anno precedente), profitti operativi per 4,8 miliardi  e un risultato netto di 3,4 miliardi (da 0,5 miliardi.

Digitalizzazione ed elettrificazione 

A commento dei dati del primo trimestre, il ceo del gruppo, Herbert Diess

"Volkswagen ha iniziato l'anno in grande forma e su un percorso operativo davvero sostanzioso, così come mostrano i buoni dati trimestrali. La nostra offensiva elettrica continua a prendere quota e stiamo facendo ottimi progressi nel nostro processo di trasformazione. Abbiamo fatto progresssi importanti nell'elemento chiave della digitalizzazione. Ma ma possiamio raggiungere nel corso dell'anno obiettivi ancora più ambiziosi".

La divisione automotive, in particolare, ha raggiunto un flusso di cassa di 4,7 miliardi, più del doppio dei 2 miliardi del 2019. Rettificato per fusioni e acquisizioni e per gli strascichi del Dieselgate, il cash flow netto ammonta a 5,5 miliardi di euro.

A trainare le vendite è stato soprattutto il mercato cinese (+61,4% i ricavi), "riaperto" dopo la crisi pandemica, mentre il margine maggiore è arrivato soprattutto dal segmento premiun (Audi e Porsche).