Hildegard Müller, presidente della Vda, la federazione dell'industria automobilistica tedesca, ha rilasciato importanti dichiarazioni in un'intervista al quotidiano francese Les Echoes (cliccate qui per leggere l'intervista integrale) in merito all'attuale e delicatissima transizione ecologica che, nel prossimo trentennio, porterà ad un mondo dell'auto carbon neutral ed elettrificato.

Un tema attualissimo di cui parliamo anche in Carbon Zero, la nuova rubrica di Motor1.com Italia.

Alla Müller non sono piaciute le promesse fatte in campagna elettorale da alcuni candidati a prendere il posto dell'attuale cancelliere Angela Merkel in vista delle elezioni del prossimo 26 settembre, che hanno chiesto di accelerare il processo per poter raggiungere la "neutralità climatica" con cinque anni di anticipo rispetto a quanto precedentemente stabilito, nel 2045 e non più nel 2050.

Anticipando di 5 anni, la Germania non sarebbe pronta

Secondo la Müller, una transizione ecologica più rapida del previsto rischia di avere un pesante costo economico e sociale per la Germania, cogliendo di sorpresa consumatori e industria. "Come ci ha ricordato la Corte costituzionale tedesca, la protezione del clima è un dovere generazionale [...] raggiungeremo la neutralità climatica nel 2050". L'intero processo di decarbonizzazione ha un costo quantificabile, per la sola Germania, in 1.850 miliardi di euro, circa la metà del Pil annuale.

Per raggiungere tale obiettivo, "le aziende tedesche devono essere competitive”, competitività che però è messa a repentaglio nel caso si dovessero affrettare i tempi. La Müller si è detta "infastidita" da queste dichiarazioni, mere strategie da campagna elettorale volte a conquistare il consenso dei Verdi, ago della bilancia di queste elezioni data la mancanza di un partito forte dominante.

Auto elettriche ancora troppo costose. E non ci sono abbastanza colonnine

A preoccupare la Müller e tutta la Vda, anche le proposte per implementare le strategie di contrasto ai cambiamenti climatici che la Commissione europea presenterà il prossimo 14 luglio a Bruxelles. Al vaglio ci sarebbe infatti un bando alla vendita di auto endotermiche che passerebbe dal 2040 al 2035 e l'introduzione di standard sulle emissioni Euro 7 più restrittivi, che anticiperebbero inevitabilmente l'arrivo delle auto elettriche in un momento in cui i cittadini non avrebbero ancora il potere economico per comprarle.

Nell'occhio del ciclone anche il tema dello sviluppo delle reti di ricarica: l'Europa è ancora molto lontana dall'obiettivo delle 3 milioni di colonnine attive entro il 2030. Al momento, se ne contano circa 250 mila.