Dal V8 centrale alla mobilità sostenibile che diventa "centrale" il passo non è breve. Ma non si può dire che sul tema dell'elettrificazione la Ferrari, tra Formula 1 e vetture stradali, sia ultima in griglia di partenza. Anzi. Ricordate la Ferrari LaFerrari? Il nome sarà forse uno scioglingua, ma eravamo nel 2013 e ci ritrovavamo alle prese con una hypercar in 499 esemplari, un motore termico V12 da 800 CV  e con un motore elettrico da 120 Kw (163 CV) per una potenza complessiva di oltre 960 CV. 

Ora, l'elettrificazione della gamma non esaurisce il concetto di mobilità sostenibile, che riguarda anche la scelta dei fornitori, la riconversione totale e parziale delle fabbriche, l'eliminazione della C02 nei processi produttivi (e su questo Motor1.com ha ormai da tempo aviato una rubrica  specifica, Carbon Zero). 

Ed è per questo che il presidente di Exor, John Elkann, nell'assemblea odierna della holding di riferimento della famiglia Agnelli, ha detto che:

Il tema della mobilità sostenibile è divenuto centrale anche per Ferrari, che si sta preparando a svelare il suo primo modello completamente elettrico nel 2025. Il futuro della Ferrari si annuncia ricco di sfide emozionanti e di straordinarie opportunità da cogliere: il nuovo ad troverà a Maranello un'organizzazione che possiede talento, capacità e entusiasmo per costruire un grande futuro. 

Nulla di nuovo, per la verità, ma l'insistenza con cui in tutte le sedi Elkann sottolinea l'impegno verso la mobilitò sostenibile, rimarca un'attenzione che si fa via via più evidente, anche nell'altro gruppo automotive di dimensioni globali del quale Exor è azionista di riferimento, e cioè Stellantis. Nelle ultime presentazioni agli analisti, infatti, il ceo Carlos Tavares ha insistito molto su come il costruttore italo-franco-americano sia all'avanguardia nelle soluzioni eco-compatibili. E non soltanto per quanto riguarda la gamma dei prodotti.

John Elkann
John Elkann

D'altra parte è il posizionamento stesso di Ferrari sulle piazze finanziarie a rendere necessario un adeguamento sempre più marcato ai canoni della sostenibilità. Il Cavallino produce sì automobili, come più o meno tutti sanno, ma in Borsa le azioni sono sostanzialmente trattate fin dal suo fortunato esordio (il 4 gennaio 2016 a 43 euro, mentre quest'ano ha toccato un massimo a 191,3 euro) come titoli del lusso.

E, oramai, le grandi conglomerate del lusso e del fashion hanno fatto della modalità "green" la loro speciale collezione autunno-inverno-estate-primavera da qui all'eternità. Un esempio su tutti? Il gruppo Kering e la sua più famosa controllata: Gucci.

La maison fiorentina come tanti altri non utilizza più da tempo le pellicce, ma ha anche previsto la compensazione di tutte le emissioni di gas serra generate dalle proprie attività di produzione e da quelle dell’intera supply chain. Nel 2019 il brand ha lanciato anche Gucci Equilibrium, un portale dedicato a spiegare e fornire aggiornamenti sulle pratiche sociali e ambientali della casa di moda.