Il governo cinese studia regole severe per la conservazione dei dati, i quali sono fondamentali per le tecnologie sulla guida autonoma

Sensori, telecamere e geolocalizzazione: la protezione dei dati è un aspetto sempre più delicato nelle auto moderne. Per questa ragione, le Case stanno aumentando la loro attenzione sul trattamento dei dati, i quali sono cruciali per sviluppare nuove tecnologie.

Così, secondo quanto riferito da Automotive News Europe, BMW, Daimler e Ford sarebbero pronte a “spostare” i dati dalla Cina alle loro sedi centrali per evitare problemi col governo locale.

La situazione

Le vetture moderne raccolgono una serie di dati sull’utilizzo che ne facciamo e sulle nostre abitudini di viaggio. Come si diceva, per le Case, la loro analisi è fondamentale per portare avanti i progetti su nuovi dispositivi di sicurezza e per arrivare ai veicoli autonomi del futuro.

È chiaro, quindi, che alcuni siano preoccupati dall’utilizzo che le aziende potrebbero fare o delle conseguenze che eventuali “fughe” o furti di dati potrebbero avere.

Tesla Sentry Mode
Il Tesla Sentry Mode

Uno dei primi brand ad essere coinvolto in un’inchiesta pubblica è stato Tesla. Il colosso giapponese è sotto inchiesta per il modo in cui utilizza i dati delle vetture vendute in Cina.

Ricordiamo che tutti i modelli sono equipaggiati anche con la Sentry Mode. In parole semplici, l'auto è dotata di una serie di telecamere sulla carrozzeria che possono riprendere un eventuale tentativo di furto.

La preoccupazione è tale, secondo quanto riferito dall’agenzia Reuters, che il governo cinese ha chiesto ai dipendenti di parcheggiare le proprie Tesla lontano dagli uffici pubblici.

Non è chiaro se decisioni di questo tipo riguarderanno anche BMW, Ford e Daimler. Come Tesla, infatti, anche questi costruttori hanno modelli tecnologicamente avanzati e conservano i loro dati in alcuni server cinesi.

Le conseguenze

Perché i brand si appoggiano alle banche dati cinesi? Semplicemente perché sono obbligati per legge. Le normative cinesi sulla cybersecurity, infatti, impongono a tutte le aziende che vendono beni nel Paese di conservare i dati locali esclusivamente in Cina. La legge è stata approvata nel 2017, prima, quindi, che le auto diventassero così tanto connesse e che potessero generare problemi di questo tipo per i costruttori.

Mobileye, il futuro della guida autonoma

Non si sa come questa situazione possa influire sui piani delle Case. La Cina, infatti, è un terreno molto fertile per testare nuove tecnologie come i dispositivi di guida autonoma o la guida senza conducente. Inoltre, il Paese è uno dei principali punti di riferimento al mondo per lo sviluppo di software e hardware di vetture. In altri termini, il posto migliore per provare sul campo delle innovazioni è proprio la Cina.

Per sperimentare e per evolvere continuamente i prototipi, però, le Case hanno bisogno di dati. Se ci sono problemi nella loro conservazione o col governo cinese, allora la strada verso il futuro è molto più in salita.