Secondo il report dell'Agenzia europea dell'Ambiente, nel 2019 le emissioni medie di CO2 delle nuove auto e dei nuovi furgoni immatricolati nell'Unione Europea (Islanda, Norvegia e Regno Unito inclusi) sono rimaste al di sotto della soglia critica centrando in pieno l'obiettivo stabilito dalla Comunità.

Buono no? Certo, ma, per una volta, bisogna guardare il bicchiere mezzo vuoto: nonostante siano rimaste al di sotto, le emissioni medie di CO2 delle nuove auto immatricolate sono aumentate per il terzo anno di fila (quelle dei furgoni sono rimaste stabili), complicando la sfida dei Costruttori che, per il 2020, si sono trovati a dover rispettare vincoli più rigorosi e severi (la soglia è passata da 130 a 95 g CO2/km). Ma da cosa dipende questo incremento?

A breve, la Commissione comunicherà a tutti i Produttori il calcolo provvisorio delle emissioni specifiche medie di CO2 del 2020 per vedere se gli obiettivi sono stati raggiunti.

Emissioni medie aumentate di 1,6 g/km

I numeri parlano chiaro: le emissioni medie di anidride carbonica (CO2) misurate nei test di laboratorio delle nuove autovetture immatricolate nell'UE, in Islanda, in Norvegia e nel Regno Unito nel 2019 sono state di 122 grammi per chilometro, al di sotto quindi della soglia dei 130 g/km di emissioni di CO2 applicata fino al 2019. Le emissioni medie però sono aumentate di 1,6 g CO2/km rispetto al 2018.

Le emissioni medie di CO2 dei nuovi furgoni immatricolati in UE, Islanda, Norvegia e Regno Unito nel 2019 sono state di 158 grammi di CO2 per chilometro, lo stesso livello del 2018 e inferiore all'obiettivo di 175 g CO2/km applicato fino 2019.

Da cosa dipende l'aumento

L'aumento delle emissioni medie delle autovetture nuove nell'ultimo triennio è stato influenzato da due principali tendenze di mercato. La prima riguarda le alimentazioni, con la benzina che ha sopravanzato le vendite del diesel, in calo di 5 punti percentuale rispetto al 2018 (ed è noto che i motori a benzina emettono più anidride carbonica, sostanza climalterante, rispetto ai motori diesel). La seconda è relativa alle le carrozzerie, con i SUV a benzina (più grossi e pesanti rispetto ad un'auto standard e, quindi, più impattanti) che hanno preso piede passando dal 35 al ​​38% di quota mercato.

Allo stesso tempo, le nuove immatricolazioni di auto elettriche e ibride plug-in hanno sì continuato ad aumentare nel 2019, ma non abbastanza, passando dal 2% di quota al 3,5%. Ancora troppo poco. Qui, i furgoni fanno meglio, con le immatricolazioni di veicoli commerciali elettrici che sono praticamente raddoppiate passando dallo 0,8% all'1,4%.