Il Cavallino è stato il peggior titolo di Piazza Affari chiudendo a -2,65%. Ecco cosa pensa il mercato della nomina di Benedetto Vigna

Ferrari perde brutalmente quota in Borsa (ed è il titolo peggiore di Piazza Affari) proprio nel giorno in cui viene nominato il nuovo CEO. 

È il risultato della consueta schizofrenia del mercato? Oppure dietro la scelta di Benedetto Vigna analisati e investitori hanno letto un cambio di posizionamento del titolo, da luxury stock ad azione del settore hi-tech? O, ancora, si tratta invece di una reazione tecnica legata soltanto a movimenti di lungo periodo. Vediamolo insieme.

Da top a flop di Borsa. Ma sarà vero?

Nonostante la terza posizione nella classifica costruttori della Formula 1, quest’anno la Casa del Cavallino rampante è il fanalino di coda tra le azioni del settore auto in Europa con una perdita superiore al 7%, dopo che l’anno scorso aveva fatto registrare una crescita delle quotazioni di oltre il 27%.

Se poi si guardano gli andamenti di Borsa delle azioni del lusso, beh siamo molto lontani, per esempio esempio, dalla crescita che ha fatto registrare Louis Vuitton, che dall’inizio dell’anno è salita più del 30%.

A pesare sicuramente sui prezzi di Nel 2025 la prima Ferrari elettrica, tre nuovi modelli quest'annosi è fatta sentire, tra le altre cose, la mancanza di una guida, dopo che circa sei mesi fa Louis Camilleri ha lasciato Maranello. La società, finora, è stata portata avanti da John Elkann e oggi è stato nominato il nuovo amministratore delegato a partire dal primo settembre. RACE (che il nome identificativo di Maranello sulle piazze azionarie) ha chiuso comunque a -2,65%, rispetto al -0,26% del FTSE Mib, trascinando al -1,4% anche Stellantis.

Ci vuole un fisico bestiale

Come cantava Luca Carboni, forse per Ferrari adesso ci vuole proprio un “fisico bestiale”! Benedetto Vigna, classe 1969, è laureato in fisica subnucleare all’Università di Pisa. Molti per questo hanno storto il naso, forse perché non ricordano già più che Marchionne era laureato in Filosofia.

Effettivamente è un outsider del settore automotive e del lusso, al pari di altri nomi illustri, ma questo non è affatto un elemento negativo. Ha passato gran parte della sua vita lavorando in STMicroelectronics (dal 1995) e ha registrato più di cento brevetti.

In realtà, non è nuovo del settore auto poiché ha anche sviluppato un sensore di movimento tridimensionale inizialmente usato per gli airbag delle auto che, dopo aver ridotto in costi e dimensioni, è stato usato anche nella Nintendo Wii.

Anche relativamente al lusso ha una certa esperienza, visto che lui e il suo team sono stati gli artefici del “giroscopio a tre assi” dell’iPhone 4, una tecnologia che consente allo schermo dello smartphone di adattarsi al formato verticale o orizzontale. Manager riconosciuto a livello internazionale, forse non ha un nome da effetto “wow” sul mercato ma può essere l’uomo giusto per portare Ferrari verso il futuro.

Ferrari alla Borsa di Milano
L'esordio del Cavallino a Piazza Affari nel gennaio del 2016

Reinventare Ferrari

La scelta di Vigna può essere il sigillo necessario per far superare a Ferrari le sfide per l’auto del futuro, sempre più caratterizzata da elettrificazione, connettività e software. Una trasformazione necessaria che però dovrà essere ben calibrata: non basteranno più solo auto bellissime, ma sarà importante pensare anche alla tecnologia, alla gestione della catena dei fornitori lato elettrificazione, a partnership strategiche. Insomma, un mondo sempre più complesso in cui sarà comunque importante preservare la scarsità di modelli e la user experience.

L’accoglienza sui mercati

Aspettando l’arrivo della prima Ferrari a zero emissioni nel 2025 e della Purosangue, i giudizi degli analisti sulla nuova nomina sono complessivamente positivi, almeno in questo modo viene meno l’incertezza che aleggiava. Nonostante questo il titolo oggi non brilla.

Complici anche livelli tecnici che favoriscono le prese di profitto, ma anche l’attesa per il nuovo business plan, che non vedrà la luce prima dell’anno prossimo. Nel frattempo se Vigna sarà l’uomo per accelerare elettrificazione e nuove tecnologie, bisogna capire come questo avrà impatto sui costi e sui margini. Il futuro di Ferrari forse ha proprio più bisogno di uno scienziato/manager piuttosto che di un ingegnere.