Non tutti sono convinti che gli incentivi, specie quelli concentrati in periodi di tempo brevi, portino particolari vantaggi ai costruttori, costretti spesso a sbilanciare gli equilibri produttivi verso determinati modelli e a minare la redditività finale.

Eppure, secondo i dati che l'Associazione nazionale della filiera dell'industria automobilistica (Anfia) ha diffuso oggi la campagna approvata con la Legge di bilancio 2021 ha portato nei primi quattro mesi dell'anno buoni risultati per l'industria auto italiana.

L'Anfia ha infatti scavato tra i dati di produzione forniti da Invitalia, Istat, MIT e OICA,  estrapolando dall'elenco dei veicoli che hanno beneficiato del sostegno quelli prodotti in Italia e stimando il ritorno economico per i produttori di componentistica anche su tutti quelli di fabbricazione estera. Con risultati che il consorzio stesso ha giudicato estremamente positivi.

Più di 1 su 5 è nata qui

I numeri più interessanti riguardano la fascia unica che copre i modelli con emissioni di CO2 da 61 a 135 g/km, che sebbene condizionata da limiti (come l'obbligo di rottamazione di un veicolo euro 4 o precedente) ha avuto buon seguito.

Secondo le cifre riportate, infatti, in questa fascia circa il 21% delle auto acquistate tra gennaio e aprile (dunque 34.223 su 166.282 unità) risulta prodotta in Italia e vale qualcosa come 2,7 miliardi di fatturato per i costruttori e 837 milioni di euro di Iva per l'Erario, più altri 136 milioni di euro per i fornitori di componentistica, per un valore medio di oltre 5.600 euro a vettura, circa un terzo del prezzo medio che si è assestato sui 16.000 euro.

I fornitori nostrani hanno tratto beneficio anche dal restante 79%, i veicoli prodotti all'estero, in cui c'è componentistica italiana per circa 1.000 euro a vettura che ha generato un fatturato di altri 142 milioni.

ANFIA incentivi 2021 ed effetti sulla filiera italiana

Elettriche, poche ma di valore

Positivi, anche se parziali, i dati sull'altra fascia, quella relativa ai veicoli con emissioni comprese tra 0 e 60 g/km, essenzialmente elettrici o ibridi plug-in, come pure quelli sui veicoli commerciali.

Le auto elettrificate costruire in Italia sono state infatti 9.124 su poco meno di 40.000 (a loro volta suddivisi quasi alla pari tra elettriche pure, quasi 19.000, e ibride plug-in), un dato meno significativo in termini di volumi, ma abbastanza da generare fatturato totale per le Case pari a 1,3 miliardi, in virtù dei prezzi più elevati (in media sui 29.600 euro per le elettriche e 36.600 euro per le ibride alla spina) e 290 milioni di Iva per lo Stato italiano.

ANFIA incentivi 2021 ed effetti sulla filiera italiana

Non meno interessanti i dati sul settore dei commerciali, in cui la quota "italiana" di veicoli prodotti vale circa il 17% di quelli incentivati (con soli 50 milioni di euro terminati in pratica già a fine marzo) e poco più di 1.800 unità. Qui non ci sono dati sul fatturato generato né agli stabilimenti né alla componentistica, anche perché alcuni dei principali siti, come Sevel in Val di Sangro (CH), sono condivisi dai partner delle ex-FCA e PSA, oggi riunte sotto Stellantis.

Un nota sottolinea però il fatto che il settore LCV genera profitto anche per numerose aziende specializzate in allestimenti e trasformazioni, che operano tanto sui veicoli di produzione nazionale quanto su quelli costruiti all'estero.

Fotogallery: incentivi 2021 e produzione, l'analisi di ANFIA