L'Italia che riparte. Considerazioni sulle prime due tappe della 1000 Miglia, che Enzo Ferrari chiamava "la corsa più bella del mondo"

Mille Miglia. Mille motivi per ripartire. Mille e ancor più mille persone lungo le strade. Mille miglia e la metà di mille tra auto in gara, categorie speciali e mezzi d’appoggio. Mille e la metà di mille, le miglia che ho percorso in due giorni: da Brescia a Roma, attraversando cento tra borghi, paesi, città, metropoli.

Macchine. Storia di progresso, di innovazione tecnologica, di passione. E di libertà. Quella libertà ritrovata che oggi fa da richiamo al nome della piazza, piazza della Vittoria, da cui parte simbolicamente la corsa. Quella libertà che migliaia di donne, uomini e bambini affidano al passato scoppiettante che sfiora le loro case.

1000 Miglia 2021

E’ tutto un sorriso, un applauso, uno sventolare di bandierine dell’Italia e della 1000 Miglia (perché questa è la grafia ufficiale). Gente a bordo strada seduta sulle sedie da giardino, affacciata alle finestre, sui balconi. Cinque regioni, le prime quattro già nella prima tappa. Eppure, un tratto comune c’è: questi sono giorni di festa.

Passi in velocità, forse neanche distingui le fisionomie, ma ti pare di leggere sguardi più intensi e di rintracciare più slancio nelle posture. Una nuova consapevolezza. Perché quel singhiozzo della storia che ci ha rubato fin troppi mesi ora sta sfrecciando via, proprio come fai tu con la tua vettura.

Tanti hanno il telefonino in mano, non sanno neanche che cosa fotografano. Non conoscono i nomi delle auto. Né la loro storia. Ma hanno bisogno di fissare quell’attimo il cui il passato li proietta verso il futuro. Perché quel presente che è appena diventato ieri subisca il sorpasso del tempo.

1000 Miglia 2021

Percepisci dappertutto un “invito al viaggio”, più contadino che intellettuale come è invece nella poesia di Baudelaire o nella pittura di Matisse. Raffinato, ma anche concreto, così come ci ricorda la composizione di Franco Battiato.

La voglia di ripartire, di vacanza, di riprendere in mano le proprie vite è qui, nelle strade e nelle stradine di questo mezzo giro d’Italia dove non ci sono gregari, il gruppo è sgranato per chilometri e chilometri e la volata la tirano 65 automobili costruite più di 90 anni fa. Chi passa rombando oppure rallenta fino al borbottio pur di non sforare le prove speciali proviene da 32 Paesi. Su 771 iscritti 287 sono italiani, ma 145 vengono dai Paesi Bassi e uno addirittura dalla Nuova Zelanda.

1000 Miglia 2021

Se parli con i veterani, ti dicono pure loro che in questa trentanovesima edizione ci s’improfuma in un’atmosfera più fragrante. C’è anche chi s’improvvisa come gli americani dopo lo sbarco di Anzio e distribuisce lungo il percorso lecca-lecca, di quelli tondi e che diventi matto per scartarli.

Partecipare alla 1000 Miglia costa, anche qualche decina di migliaia di euro se ti porti appresso meccanici e accompagnatori vari. Viaggi su quelli che all’epoca erano prodigi della tecnica (il meno arcaico è del 1957), ma che sembrano trabiccoli di una scomodità agghiacciante, senza aria condizionata per chi il tetto ce l’ha oppure senza nient’altro che una schiena devastata.

Eppure, è il prezzo che ti chiede il valore del tempo, quel collegamento impalpabile tra ieri, oggi e domani che percepisci sottopelle. E che, se puoi permettertelo, paghi e ripaghi e ripagheresti ancora.

Io non ho pagato perché la 1000 Miglia non l’ho corsa. L’ho solo accompagnata per metà e seguita su vetture per giornalisti. Ero comodamente a bordo dei Suv Mercedes AMG di ultima generazione, automobili che oggi sono in grado di anticipare il futuro della tecnologia.

Ma anche così la 1000 Miglia, quella che per me è stata la prima 1000 Miglia, si è definitivamente fatta strada nel mio sottopelle. Dalla partenza di Brescia fino a Via Veneto a Roma, la via della Dolce vita, passando per Cremona, Busseto, Fontanellato, Parma, il passo della Cisa, Pontremoli, Sarzana, Forte dei Marmi e Viareggio. Per due piazze Garibaldi, una via Marconi e il monumento a Giuseppe Verdi, che fanno 120 anni da che è morto. Festa. Gioia.

Mancava solo una cosa: la banda. Di musica però se ne è sentita parecchia. Quella sonora dei motori. E quella muta negli occhi della gente.

Fotogallery: 1000 Miglia 2021