"Togliamo il potere alle case automobilistiche, proteggiamo il clima". E' con questo e molti altri slogan che gli attivisti di varie parti del mondo (ma soprattutto tedeschi) si stanno organizzando per protestare durante il Salone di Monaco, in programma dal 6 al 12 settembre.

La protesta ambientalista durante questi eventi non è certo una novità. I lettori più attenti ricorderanno che proprio all'ultimo Salone di Francoforte (l'evento che il Salone di Monaco sostituisce a partire da quest'anno) gli attivisti di Greenpeace avevano chiesto di produrre auto più piccole ed efficienti stilando la classifica dei Gruppi automobilistici che emettevano più CO2.

Adesso gli ambientalisti hanno in programma di manifestare contro il Salone di Monaco perché ritengono che le case non abbiano fatto abbastanza e che i loro piani per il futuro non siano sufficienti ad arrestare la crisi climatica.

Pronti a dare battaglia

Il Salone di Monaco, così come altri eventi legati all'industria non solo automobilistica, sarà per gli attivisti una vetrina internazionale (pronto l'hashtag #blockIAA). Una portavoce del gruppo "Sand in the Gears" ha detto, intervistata da Automotive News: "A settembre ostacoleremo la follia distruttiva delle auto". L'industria automobilistica vorrebbe cercare di "mantenere attivo il suo modello di business senza futuro", ma "né da un punto di vista sociale né da quello ecologico le auto elettriche sono una soluzione".

"Ci stiamo dirigendo senza controllo verso una catastrofe climatica - recita una nota del Gruppo -. Nonostante ciò, la Germania continua a premere sull'acceleratore: auto sempre più grandi che intasano le nostre strade, inquinando l'aria che respiriamo e riscaldando il clima". Si chiede "una svolta radicale nei trasporti" con città senza auto e trasporti pubblici gratuiti.

I processi di sostenibilità legati all'auto

Se è vero che le proteste ambientaliste durante i Saloni dell'auto ci sono state spesso, è altrettanto vero che le case costruttrici hanno accelerato i processi di sostenibilità negli ultimi anni. I piani prodotto di quasi tutti i brand ormai prevedono un futuro a minor impatto ambientale (pensiamo al recente EVDay di Stellantis), seguendo anche le direttive sempre più severe in fatto di emissioni.

Ricordiamo, ad esempio, la proposta della Commissione europea di bloccare la vendita delle auto benzina e diesel in Europa a partire dal 2035 (qui potete leggere che succede con il divieto alle auto termiche dal 2035, mentre qui a chi piace e a chi no lo stop ai motori termici).

Al di là del prodotto auto, i costruttori stanno mettendo in atto azioni per rendere più sostenibile la produzione in fabbrica o persino più vegetariano il menu nelle proprie mense (come a Wolfsburg). Nella nostra rubrica Carbon Zero trovate altre notizie legate al tema della sostenibilità.

Fotogallery: Salone di Francoforte 2019, la protesta di Greenpeace