Esistono Abarth storiche diventate vere icone della sportività italiana tra gli anni ’60 e ’70 (e non solo). Il pensiero va subito alle 500 o alla 124 che fu una leggenda dei rally dell’epoca.

Una delle Abarth meno conosciute, ma ugualmente importante, è la Simca 1300 GT Coupé. Un raro esemplare del 1963 verrà battuto all’asta di RM Sotheby’s il 19 novembre a Le Castellet, in Francia.

La nascita

Il modello è il frutto della collaborazione tra l’azienda di Carlo Abarth e Simca, il marchio francese attivo dal 1934 al 1980.

Il punto in comune tra le due realtà, italiana e francese, è l’ingegnere austriaco Rudolf Hruska, uno dei progettisti della prima Simca 1000, una berlina senza troppe pretese sportive, ma dotata di buone soluzioni tecniche.

1963 Abarth-Simca 1300 GT Coupé
1963 Abarth-Simca 1300 GT Coupé
1963 Abarth-Simca 1300 GT Coupé

L’auto fu presentata nel 1961 e ottenne un discreto successo sia in Italia che in Francia tanto che venne presto realizzata una versione 1300 concepita per inserirsi anche nell’ambito del motorsport.

Di fatto, il modello era l’unione di tre aziende: Abarth pensò al motore, Simca fornì il telaio, le sospensioni e il cambio e la Carrozeria Beccaris creò la carrozzeria.

Un razzo leggerissimo

Con le nuove modifiche, l’Abarth prometteva di essere ancora più divertente. Il 1.3 a 4 cilindri venne completamente ridisegnato e il nuovo modello fu messo in vendita a circa 3,3 milioni di lire nel 1962.

Le sue doti da corsa furono alla base della Bialbero, una versione da competizione che prese parte ad alcuni eventi in Francia e in Italia. Il punto più alto fu raggiunto con la partecipazione alla 24 Ore di Le Mans del 1962 che si concluse dopo 30 giri a causa di alcuni problemi al cambio.

1963 Abarth-Simca 1300 GT Coupé

Con le dovute proporzioni, l’Abarth 1300 GT Coupé potrebbe essere definita una delle prime “hot hatch” europee. Lunga appena 3,55 metri e larga 1,48 metri, pesava solo 635 kg. Il 1.3 era in grado di erogare 138 CV e 131 Nm di coppia attraverso una trasmissione a 4 rapporti (successivamente ne venne prodotta anche una versione a 6 marce).

Grazie alle dimensioni compatte, questo propulsore era in grado di spingere l’Abarth ad oltre 230 km/h. Niente male se si considera, ad esempio, che l’Aston Martin DB5 (proprio quella di James Bond) era una delle auto più veloci dell’epoca con un picco di 233 km/h.

Di Abarth 1300 GT ne sono rimaste pochissime al mondo, tanto che il suo valore potrebbe tranquillamente oscillare tra i 100 e i 200 mila euro.

Fotogallery: Abarth-Simca 1300 GT Coupé (1963)