Dall’esigenza di offrire funzionalità sempre più smart e connesse per facilitare la vita delle persone in movimento nasce Telepass Digital, la nuova divisione dell’azienda italiana realizzata attraverso l’acquisizione della start-up Wise Emotions, attiva nello sviluppo di applicazioni digitali per la mobilità.

Questa integrazione si colloca nel progetto di sviluppo di prodotti digitali che Telepass sta portando avanti negli ultimi anni cercando di offrire soluzioni di facile utilizzo, maggiormente integrate e adatte alle necessità in continua evoluzione dei consumatori per migliorare l’esperienza delle persone in mobilità. Una ricerca tecnologica nella quale Telepass ha previsto un investimento di 100 milioni di euro fino al 2023.

Startup mobility-oriented

La startup Wise Emotions è stata fondata da quattro studenti di ingegneria informatica con l’obiettivo di creare un’azienda digitale dedicata esclusivamente ai servizi di mobilità. Una realtà che conta su oltre 80 dipendenti che si occupano dello sviluppo di applicazioni digitali per le diverse piattaforme tecnologiche.

“Siamo orgogliosi di aver trasformato una piccola start-up in una digital factory in grado di supportare Telepass nel suo percorso di evoluzione da storica azienda italiana a tech company con forti ambizioni sul mercato europeo”, ha detto Marco Cavone, ceo di Wise Emotions. 

Futuro sempre più digitale

Questa acquisizione si inserisce nella strategia di Telepass di investire in piccole realtà innovative attive nella smart mobility, come nel caso delle app Urbi, pensata per trovare facilmente i mezzi in sharing più vicini, e Wash Out, per la gestione del lavaggio a domicilio di auto e moto.

La nascita della divisione Digital permetterà all'azienda di integrare nei suoi servizi nuove funzionalità e offrire ai clienti una migliore esperienza di mobilità grazie allo sviluppo di nuovi strumenti digitali al passo con i tempi. Un approccio dinamico che come dice Gabriele Benedetto, ad di Telepass, "porterà a bordo nuove giovani menti, di cui il 35% donne, capaci di ringiovanire culturalmente il DNA dell’azienda".