Recuperare bottiglie di plastica e reti da pesca abbandonate per trasformarle in nuovi tessuti dei sedili, tappetini e altri elementi all’interno dell’auto è soltanto uno dei metodi per trasformare materiali di scarto, potenzialmente dannosi per l'ambiente, in nuove risorse e ridurre il consumo di nuove materie prime, applicando quell'economia circolare a cui tutto il mondo dell'industria guarda con interesse.

La plastica, però, non è l'unico materiale nemico dell'ambiente, né il peggiore da smaltire. Tra i "rifiuti" dell'auto, infatti, una delle maglie nere resta rappresentata dai pneumatici, elemento indispensabile ma molto inquinante a fine vita quanto dispendioso in termino di materia prima (petrolio su tutti) da produrre. Anche qui, però, il recupero è possibile.

Pneumatici “green” ancora più performanti

Un esempio lampante di come il riciclaggio e la rigenerazione dei prodotti possano essere applicati, anche a un elemento così problematico, arriva dal mondo dei trasporti pesanti su gomma, dove la soluzione dei ricostruiti è utilizzata da anni molto più che sulle coperture per automobili, anche se con una reputazione in passato non sempre lusinghiera.

topic-carbon-zero

Vedi tutte le notizie su Carbon Zero

La ricostruzione consiste nell'applicare un nuovo strato di battistrada su un pneumatico consumato. Una procedura non banale, che richiede un processo di qualità per evitare che il nuovo strato sia soltanto un "rattoppo" pronto a staccarsi dopo pochi km, ma su cui i grandi produttori investono con sempre maggiore convinzione, visti i benefici che può generare ai clienti e alla filiera stessa.

In particolare, il costruttore americano Goodyear ha recentemente lanciato uno specifico piano, chiamato programma Goodyear Retreading, che integra pneumatici rigenerati ad alta qualità in una soluzione completa di gestione delle flotte.

I pneumatici rigenerati Goodyear nel segno della sostenibilità

Secondo il produttore, infatti, le aziende di trasporto che utilizzano pneumatici ricostruiti possono arrivare a ridurre la voce di spesa relativa alle gomme addirittura del 10% ed estendere la loro durata fino al 150%. In media, infatti, un pneumatico per uso pesante può essere rigenerato fino a tre volte prima che anche la carcassa non sia più riutilizzabile, mentre per un'auto è possibile farlo una volta soltanto, che comunque già significa raddoppiarne la vita utile.

Inoltre, il processo di rigenerazione di un pneumatico necessita del 56% di petrolio grezzo in meno rispetto a quello necessario per produrre un pneumatico nuovo da zero, e riduce il complesso smaltimento della carcassa, abbattendo qualche migliaio di tonnellate di emissioni, non soltanto di CO2, ma anche di altre sostanze inquinanti e polveri sottili, per una flotta di medie dimensioni.

Meno costi e scarti

"Per decenni gli operatori delle flotte si sono affidati agli pneumatici ricostruiti per ridurre il costo di gestione della flotta. Ora, in combinazione con la nostra offerta end-to-end di gestione delle flotte Goodyear Total Mobility, la soluzione Goodyear Retreading fa un ulteriore passo avanti nell'aiutare i gestori della flotta a raggiungere i loro obiettivi di sostenibilità sia dal punto di vista finanziario sia ambientale", ha dichiarato Marc Preedy, direttore ricambi Goodyear Commercial Europe.

I pneumatici rigenerati Goodyear nel segno della sostenibilità

Per ridurre ancora gli scarti e i rifiuti, inoltre, Goodyear ha intensificato negli ultimi mesi la collaborazione con partner locali per la gestione delle carcasse con l’investimento in attrezzature all’avanguardia in grado di ispezionare grazie a strumenti di scansione avanzata la struttura in modo accurato e non invasivo, verificandone l'integrità. Questo per unire al risparmio il requisito fondamentale della qualità e della sicurezza.