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Hamilton, la sua F40 e quell'incredibile coincidenza

La Ferrari F40 acquistata da Lewis Hamilton ha il numero "44" non solo sulla targa. Era destino?

Lewis Hamilton arriva a Monza con la sua nuova Ferrari F40
Foto di: Lewis Hamilton

Nel paddock del Gran Premio di Monza 2026, Lewis Hamilton non ha fatto semplicemente un ingresso scenografico: ha messo in scena un vero e proprio manifesto di stile, passione e destino.

Il pilota britannico si è presentato giovedì mattina indossando abito sartoriale, cravatta, cappello e soprabito, scendendo da un'iconica Ferrari F40. Un’auto da sogno, con la targa "44", un numero associato da sempre al pilota inglese. Ma la targa pare essere solo la punta dell'iceberg di una storia ben più sorprendente.

Una F40 letteralmente unica

Come raccontato dallo stesso Hamilton ai giornalisti presenti a Monza, la ricerca della sua F40 non è stata banale. Cercava la vettura più autentica e pura possibile, un esemplare con bassissimo chilometraggio e una storia unica. E la F40 trovata rispondeva perfettamente ai requisiti: il precedente proprietario l'aveva guidata per soli 69 km, da Maranello fino a casa, lasciandola poi ferma per oltre tre decenni senza mai più avviarla.

 

Anziché conservarla come un pezzo da collezione statico, Hamilton ha preferito affidarla direttamente ai tecnici della Casa madre per un restauro meccanico completo prima di portarla in pista. È stato proprio durante lo smontaggio del propulsore V8 biturbo a Maranello che è emersa una clamorosa sorpresa: sul basamento del motore originale era punzonato proprio il numero 44. Una coincidenza incredibile che il pilota britannico non ha esitato a definire una chiara manifestazione del destino.

Legame sempre più forte

L'arrivo studiato nei minimi dettagli ha trasformato così un acquisto privato in un formale omaggio al patrimonio Ferrari e alla Formula 1.

Scegliere la supercar simbolo del 40esimo anniversario del Cavallino Rampante per presentarsi al Gran Premio d'Italia sottolinea la profonda identificazione di Hamilton con l'universo rosso. Un gesto che unisce l'eleganza dello stile personale al rispetto per la storia dell'automobilismo, che ha consolidato istantaneamente - se mai ce ne fosse stato bisogno - il legame tra il campione, la Ferrari e i suoi tifosi.