I Carabinieri sperimentano gomme intelligenti contro le buche
Cinque Alfa Romeo Tonale del Nucleo Radiomobile di Roma sperimenteranno il Cyber Tyre di Pirelli per individuare problemi sulle strade
I pneumatici delle auto dei Carabinieri diventano anche strumenti per controllare le condizioni delle strade di Roma. Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e Pirelli, azienda italiana specializzata nella produzione di pneumatici, hanno firmato un Protocollo d’Intesa per sperimentare la tecnologia Cyber Tyre su cinque Alfa Romeo Tonale del Nucleo Radiomobile di Roma.
L'obiettivo, avete letto bene, è quello di utilizzare i dati raccolti durante i normali servizi di controllo del territorio per individuare buche, anomalie del manto stradale e problemi nella segnaletica. Il sistema funziona in modo automatico e non richiede interventi da parte dei militari a bordo delle vetture.
Come i pneumatici possono controllare le strade
Al centro della sperimentazione ci sono sensori integrati negli pneumatici, capaci di raccogliere informazioni durante la marcia. I dati vengono elaborati attraverso software e algoritmi sviluppati da Pirelli e vengono combinati con le immagini riprese dalle telecamere installate sulle cinque Tonale. Queste ultime utilizzano sistemi di computer vision e intelligenza artificiale sviluppati dal partner tecnologico Univrses per analizzare ciò che accade lungo il percorso.
Alfa Romeo Tonale Carabinieri
La combinazione dei dati provenienti dai pneumatici e delle immagini dovrebbe permettere di individuare automaticamente eventuali criticità della rete stradale, comprese anomalie dell'asfalto e problemi relativi alla segnaletica.
Le informazioni possono quindi contribuire alla realizzazione di una mappa aggiornata delle condizioni delle strade di Roma. Per gli operatori non cambia invece la normale attività: la raccolta e l'analisi dei dati avvengono senza richiedere azioni specifiche durante la guida o il servizio.
Dal pneumatico al monitoraggio della rete stradale
Il Cyber Tyre lo ricordiamo, nasce dall'idea di trasformare lo pneumatico in un componente capace non solo di entrare in contatto con la strada, ma anche di raccogliere informazioni su ciò che accade durante la marcia. Il sensore presente all'interno del pneumatico comunica i dati ai sistemi dell'auto o a piattaforme dedicate, dove vengono elaborati attraverso software e algoritmi.
La tecnologia può essere utilizzata anche direttamente a bordo, dialogando con sistemi elettronici come ABS, controllo elettronico della stabilità e controllo della trazione. Nel caso del progetto con i Carabinieri, invece, l'attenzione è rivolta soprattutto alle infrastrutture. Una sperimentazione simile è già stata avviata da Pirelli con Movyon, società del gruppo Autostrade per l'Italia che sviluppa tecnologie per la mobilità, e con la Regione Puglia.
Il progetto romano punta ora a verificare il funzionamento del sistema anche sulle auto del Nucleo Radiomobile, sottoposte a un utilizzo intenso e continuo durante i servizi di pronto intervento.
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