Lei è la prima vera supercar uscita dai cancelli di Maranello, pensata inizialmente per ottemperare alle omologazioni di quel Gruppo B che ha avuto vita brevissima ma grazie a cui sono nate alcune delle auto più spettacolari della storia. E’ la prima Ferrari stradale con motore turbocompresso e le sue prestazioni per l’epoca erano formidabili.

Conosciuta con la sigla non ufficiale 288 (2.8 litri, 8 cilindri), venne avviato partendo dalla meccanica della 308 GTB per partecipare alle gare del Gruppo B.

Il motore V8 era sovralimentato da due turbocompressori IHI con due intercooler ed era montato longitudinalmente. Il cambio, dotato di radiatore dell'olio, era inoltre montato a sbalzo dietro al propulsore.

Fu la prima Ferrari dotata di iniezione elettronica derivata dalla Formula 1, denominata Weber-Marelli IAW che ne migliorava la fluidità di erogazione, mantenendo inalterato la vocazione da auto da corsa.

 

“Se un’anima c’è, è molto più probabile che ce l’abbia un motore piuttosto che un essere umano”.