off road... da città

Appurato che quello dei cosiddetti SUV si è trasformato negli ultimi anni da segmento di nicchia in vero e proprio fenomeno commerciale, la maggior parte dei costruttori europei, si sono adoperati per accaparrarsi una fetta di questo nuovo mercato. Ognuno lo ha fatto a modo suo, declinando spesso e volentieri il concetto di Sport Utility Vehicle in varianti piu' o meno originali e comunque sempre piu' trasversali. Sono nati cosi' tantissimi modelli "ibridi", frutto di incroci a volte discutibili tra 4x4 e praticamente tutte le possibili carrozzerie oggi conosciute, dalla monovolume alla station wagon.
Ma come accade per tutti gli oggetti che vanno di moda, i SUV oggi li acquista anche chi non ne ha una reale esigenza pratica. Quello che piace, e piace tanto, è il look fuoristradistico, l'imponenza del loro corpo vettura, la sicurezza (psicologica) che trasmettono con la loro posizione di guida rialzata.
Dunque se la cosa piu' gradita di questi mezzi è l'estetica off road, perché non creare modelli meccanicamente tradizionali che li ricordino almeno stilisticamente?
Il primo costruttore ad avere quest'intuizione è stato Ford con la Fusion. Ma piu' recentemente l'idea è stata ripresa da Rover che ha presentato e commercializzato alla fine del 2003 Streetwise...

Streetwise deriva dalla compatta 25 opportunamente ristilizzata ed assettata per ottenere "l'effetto SUV", o "SAV" (Sport Activity Vehicle), come preferisce definirlo la casa. Elementi stilistici peculiari sono i nuovi paraurti in plastica scura raccordati alle protezioni dei passaruota nonchè ai fascioni paracolpi laterali. A chi ama non passare inosservato consigliamo di scegliere una tinta di carrozzeria vivace per amplificare al meglio il contrasto plastica-lamiera. Specifico è anche l'alloggiamento dei fari anteriori, mentre i pneumatici maggiorati ospitano cerchi in lega di nuovo disegno. Infine per il tetto non potevano mancare le barre portapacchi (in alluminio) capaci di supportare un peso fino a 65 kg.

Il risultato è a nostro avviso convincente, soprattutto perché i numerosi interventi non intaccano l'equilibrio delle linee della 25 e allo stesso tempo riescono a ringiovanirle. Inoltre, e questo non accade spesso, la riuscita stilistica è accompagnata da un sensibile incremento della funzionalità dell'auto nell'uso cittadino, dove la protezione contro i fastidiosissimi urti da parcheggio è davvero assicurata!

Gli interni si differenziano dalla "twentyfive" solo per alcuni dettagli, ma anche per una serie di migliorie qualitative. Una delle principali, è l'adozione di una nuovo tipo plastica antiriflesso per la parte superiore della plancia, ora piu' appagante anche alla vista e morbida al tatto. Il tunnel centrale è stato invece "modernizzato", grazie ad nuova conformazione dello stesso arricchita da finiture color alluminio per la base della leva cambio e per i comandi degli alzacristalli elettrici. Belli e comodi sono i sedili sportivi, anch'essi specifici della Streetwise, che nel nostro esemplare avevano un rivestimento "eco-pelle" misto tessuto. Piuttosto curiosa è invece la soluzione adottata per il divano posteriore che senza sovrapprezzo puo' essere richiesto da 3 o da 2 posti. In quest'ultima alternativa, lo spazio centrale viene "occupato" da un vano porta oggetti in plastica...

Una volta seduti, la posizione di guida corretta si trova abbastanza agevolmente grazie alle efficaci regolazioni del sedile (c'è anche quella lombare) coadiuvate dal volante che puo' essere mosso in altezza. Manca purtroppo un appoggio per il piede sinistro. Buona in tutte le direzione la visibilità e la percezione degli ingombri. La strumentazione è di tipo tradizionale, ma la maggior parte dei comandi sono ben disposti e illuminati correttamente.

Per quanto riguarda l'abitabilità, questa è adeguata per quattro persone mentre cinque adulti di media corporatura, qualora si opti per il divano posteriore da tre posti, devono viaggiare un po' sacrificati. Buona è la capienza del bagaglio con una capacità dichiarata di 304 litri.

Su strada il 2.0 Turbo Diesel, sebbene non di ultimissima generazione garantisce alla Streetwise un comportamento molto brillante. La spinta è vigorosa già dai 2000 giri e si mantiene tale fino alla zona rossa del contagiri. Il buon valore di coppia massima (240 Nm a 2000 giri) garantisce riaccelerazioni veloci da qualsiasi regime, dote molto apprezzata nella marcia cittadina. E tutto questo a fronte di consumi contenuti che ci hanno permesso di registrare medie sui 15-16 km/l in autostrada a velocità costante di 120-130 km/h. Lo sterzo non ci ha convinto molto a causa della eccessiva sensibilità alla coppia e lo abbiamo trovato anche un po' pesante in manovra. Nella media della categoria si sono rivelati invece i freni, sia come spazi di arresto che come resistenza alla fatica.
L'aumento di 160 mm dal suolo, è stato accompagnato da un irrigidimento dell'assetto che è riuscito a limitare la propensione al rollio, mentre il sottosterzo della trazione anteriore risulta moderato. Le sospensioni garantiscono un buon assorbimento delle asperità del terreno, ma non riescono ad annullare la tendenza del retrotreno ad alleggerirsi nei bruschi cambi di direzione.
Sempre sul versante del confort di marcia, superati i 120 km/h segnaliamo un sensibile aumento della rumorosità causato essenzialmente da fruscii areodinamici.

Fotogallery: Rover Streetwise TD