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Pur essendo una tra le ultime arrivate nell'affollato segmento delle monovolume compatte, le sono bastati pochi mesi per scalare la classifica delle multispazio piu' apprezzate in Italia, con la decimillesima unità consegnata lo scorso aprile: stiamo parlando della Ford Focus C-Max...

E' un modello che piace per l'ottimo rapporto spazio-dimensioni, ma anche per i numerosi confort di bordo e per lo stile particolarmente riuscito che le è valso tra l'altro l'"European Automotive Design Award 2004".
Una linea equilibrata, molto curata nell'aerodinamica, perfettamente coerente all'evoluzione dello stile Focus, con un profilo piu' raccordato fra cofano motore e parabrezza ed una coda spiovente. Agli italiani deve esser poi piaciuta l'ampia possibilità di personalizzazioni offerte dalla Casa (mai viste su un'auto di questo tipo) che vanno dai cerchi in lega fino a 18 pollici, al kit estetico sportivo con assetto ribassato, passando per il raffinato impianto di navigazione con schermo tattile, o per l'altrettanto tecnologico sistema multimediale DVD con display dedicato ai passeggeri posteriori...

Rispetto alla concorrenza, C-Max si distingue per un'altezza del corpo vettura fra le piu' contenute del segmento che ne assicura una dinamica di guida automobilistica. Questo pero' non compromette lo spazio disponibile a bordo, che è anzi abbondante avanti e dietro e concentrato nei 433 cm di lunghezza grazie ad un attento sfruttamento dei volumi.
La linea di cintura relativamente pronunciata, favorisce la capacità di carico del bagagliaio che fino alla cappelliera puo' contare su quasi 500 litri. Il vano è molto regolare, senza limitazioni da passaruota, ma un appunto va mosso alle plastiche di rivestimento laterale, troppo leggere e facilmente graffiabili.
Per la loro prima monovolume compatta, alla Ford hanno scelto una configurazione tradizionale a 5 posti che non rinuncia pero' a nulla in termini di modularità. I sedili posteriori sono naturalmente frazionati; quello centrale puo' ribaltarsi per fungere da tavolino-bracciolo con tanto di porta bicchieri, ma azionando ulteriormente la leva, lo stesso sedile si piega all'indietro nel bagagliaio lasciando vuoto lo spazio tra i due sedili esterni. Azionando un'altra leva, poi, i due sedili possono scorrere su guide oblique spostandosi all'indietro e all'interno, aumentando cosi' lo spazio per piedi e spalle dei due passeggeri. Questo marchingegno si affianca alle piu' classiche possibilità di ripiegamento e asportazione dei sedili, che permettono di espandere il volume di carico totale fino a 1620 litri.
Seduti al posto di guida, la sensazione è molto simile a quella che si prova al volante di una berlina tradizionale, grazie ad un "punto H" molto vicino al pavimento. La posizione è corretta, con sedili rigidi di ottima fattura, anche se poco profilati, e un volante a quattro razze, regolabile in tutte le direzioni nonchè ottimo da impugnare grazie al diametro contenuto. Sempre il volante comprende i comandi del cruise control, mentre un ulteriore satellite posto alla sinistra del piantone dello sterzo, riproduce le principali funzionalità dell'autoradio.
La visibilità è buona in tutte le direzioni, nonostante i generosi montanti anteriori. Nell'allestimento GHIA da noi provato, è offerto di serie lo specchietto interno fotocromatico ed un secondo specchio a scomparsa per il controllo degli eventuali passeggeri (bambini) posteriori.
La plancia, lunghissima, è molto gradevole sia nel disegno che nella finitura. Le plastiche sono di ottima qualità mentre, a livello di assemblaggio, abbiamo riscontrato qualche pecca di allineamento degli inserti in radica e qualche anomalo scricchiolio proveniente dal pannello porta quando abbiamo percorso fondi stradali sconnessi.
Tutti i principali comandi sono a portata mano e soprattutto molto ben dimensionati, con la sola manopola centrale dell'autoradio che misura oltre tre centimetri. Un bel pulsantone, collocato sul tunnel centrale, è previsto anche per l'innesto del freno a mano, che sulla versione GHIA è elettronico. Funzionale ed efficace si è rivelato anche il climatizzatore automatico che prevede la regolazione separata della temperatura per conducente e passeggero. Nella dotazione di serie è poi incluso un tradizionale computer di bordo che riporta le informazioni di velocità media, consumo istantaneo e autonomia chilometrica nel display monocromatico posto al centro del quadro strumenti.

Il nuovo 1.6 TDCi common rail di seconda generazione, frutto di una collaborazione tra Ford ed il Gruppo PSA (Peugeot-Citroen), è abbinato alla trasmissione Durashift di tipo CVT (optional da circa 1000 euro). Una combinazione molto azzeccata, che permette di sfruttare al meglio i 109 cavalli del propulsore e soprattutto i 240 Nm di coppia sviluppati ad appena 1.750 giri/min. Le prestazioni sono infatti brillanti in tutte le condizioni con buone doti di ripresa. Questo cambio inoltre, grazie alla variazione continua del rapporto di trasmissione, assicura un ottimo confort di viaggio, dal momento che non ci sono veri salti fra i cambi marcia e le accelerazioni avvengono senza strappi o contraccolpi. Unico neo, peraltro fisiologico del CVT, è la rumorosità non proprio appagante, che ricorda quella provocata da una frizione quando slitta: caratteristica sgradevole, ma comunque attenuata dalla gestione elettronica, che "imita" un tradizionale cambio automatico. La riserva di coppia non rende necessari frequenti cambi di rapporto se non quando, naturalmente, si affonda il piede sull'acceleratore. In quest'ultimo caso la funzione kick-down provvede automaticamente a scalare di uno o piu' rapporti per ottenere il maggiore spunto desiderato. Spostando il selettore a destra, a qualsiasi velocità, si attiva la modalità sequenziale programmata per sette rapporti. I passaggi in questo caso non sono certo fulminei, ma consentono, una volta presa la mano, una buona gestione della potenza, utile quando si effettua ad esempio un sorpasso.
Su strada, in quanto a dinamica di guida, la C-Max ha poco da invidiare ad una tradizionale berlina. Grazie alla generosa gommatura e all'altezza del corpo vettura alquanto modesta per un monovolume, il rollio è limitato e il sottosterzo quasi nullo. Lo sterzo è particolarmente pronto nelle risposte, dote sicuramente apprezzabile sul misto, ma impegnativa alle alte velocità quando si sollecita il retrotreno. In questo senso, ci sentiamo di consigliare l'adozione dell'ESP anche perché ha un costo relativamente contenuto di 500 euro e comprende il controllo di trazione. Ottimi i freni, con spazi di arresto sempre contenuti e il relativo pedale che si segnala per una buona modulabilità.
A livello di consumi, la C-Max 1.6 TDCi con cambio CVT è leggermente piu' assetata dell'omologa versione manuale, ma in media rispetta le previsioni della casa di 5.7 litri per 100 km/h in ciclo combinato.

Fotogallery: Ford Focus C-Max 1.6 TDCi GHIA Durashift