tutta sostanza

Ormai, più moda che esigenza, la corsa al diesel pare orientata solamente alle prestazioni. A ruoli invertiti, le due principali alimentazioni non giocano più la carta dei costi, ma quella dei primati tecnici e dell'innovazione.
In questa gara, sicuramente è il gasolio a spuntarla; complice un periodo nel quale si confabula di abbandonare totalmente la "cara vecchia Senza Pb", spinti dall'illusione di aver trovato la formula vincente che lega economia, consumi, piacere di guida ed efficienza.
Tornando con i piedi per terra, per fortuna, alcune case hanno ricominciato a studiare soluzioni votate all'economia di esercizio, restituendo senso al diesel, soprattutto grazie all'introduzione di cilindrate di medie e piccole dimensioni, come l'unità che spinge la 407 provata.

Il cuore della media francese, provata in versione "tre volumi", è il noto 1.6 HDi FAP da 110 cv, motore di ultima generazione - nato dalla sinergia con il gruppo Ford - e disponibile su un considerevole numero di vetture, nella versione con o senza il Filtro Anti Particolato.

Il primo contatto con questa 407 non si può certo dire sia avvenuto nelle condizioni "ottimali". Neanche il tempo di regolare il sedile, che su Milano si abbatte la prima nevicata della stagione: i chilometri percorsi sulla A4, ad una velocità media di 50 Km/h, sembrano voler mettere subito alla prova vettura e conducente. Ragion per cui, non potendoci concentrare subito sulle capacità dinamiche, approfittiamo di questa lunga marcia forzata per una prima presa di contatto con l'abitacolo e la qualità di vita a bordo.

Fin da subito, la sensazione da "macchina comoda" non viene delusa. Pur trattandosi della versione entry level, questa 407 non fa rimpiangere praticamente nulla (forse solo il cruise control), e soprattutto non ha per niente l'aspetto dimesso, da allestimento base.
Nella guida ci si può rilassare su sedili ampi e dall'imbottitura adeguatamente rigida, ottimamente regolabili (manualmente sulla vettura in esame), e adatti a conducenti di tutte le taglie. Anche i più alti trovano velocemente la posizione ottimale. Si soffre un po' per la presenza un po' "invadente" dello specchietto retrovisore centrale, è vero, ma comunque si gode della piena visibilità in tutte le direzioni.
Tutti i comandi sono comodi e a portata di mano: dietro al volante è riportato il satellite dell'autoradio, così come i pulsanti di selezione del computer di bordo. I sellettori dei fari e dei tergicristalli, potrebbero quasi essere dimenticati, grazie alla funzione automatica per entrambi.
Passando alla consolle centrale, troviamo tutto al proprio posto: sul piccolo display monocromatico vengono visualizzati i dati relativi alle principali funzioni: climatizzatore, computer di bordo, autoradio e tutti gli avvisi di servizio.
Nel suo insieme, la plancia, qui rifinita con modanature in alluminio opaco, ha un aspetto robusto ma piacevole. Il raccordo con il bracciolo centrale (fisso) è ben studiato e armonizzato.
Posteriormente troviamo un divano piatto e dalla seduta fortemente inclinata, comodo per 3 adulti a patto di sollevare i poggiatesta, fastidiosi per la schiena quando totalmente abbassati. La possibilità di ribaltare lo schienale assicura una ottima capacità di carico per i bagagli, anche i più voluminosi, realmente trasportabili grazie alla ampia apertura del vano.

I dati tecnici della vettura, come anticipato, non sembrano lasciare dubbi sulle effettive potenzialità. I 110 cv a 4000 giri/min di potenza, con una coppia variabile tra 240 e 260 Nm a 1750 giri/min, garantiscono una accelerazione da 0 a 100Km/h in circa 13 secondi ed una velocità di punta superiore al 190 Km/h.
A dire il vero, però, l'apparente esiguità della cilindrata, 1.6 cc, lascia sempre un po' perplessi. Solo dopo aver girato la chiave - e percorso un po' di Km - si comincia a capire che effettivamente la scelta è vincente, che c'è tutta la potenza che serve e, strano ma vero, è anche possibile levarsi qualche sfizio in termini di agilità nel traffico.
Infatti, anche se il dato relativo all'accelerazione non impressiona più di tanto, è con la ripresa che ci si può tranquillamente consolare.
Il cambio, meccanico a 5 rapporti, assolve bene al compito per cui è stato progettato, salvo presentare una certa difficoltà nell'inserimento dei rapporti a freddo, soprattutto per quanto riguarda la retromarcia.
Freni e assetto sono assolutamente proporzionati alle prestazioni. Non è facile riuscire a metterli in crisi, anche se, quando si verificano repentini spostamenti di carico, deve intervenire l'ESP a sistemare le cose.
Tornando ad una guida più "moderata", vale la pena affrontare il discorso legato al consumo. Con 5,5 litri di gasolio per 100 Km dichiarati dalla Casa, questa 407 si propone come una delle berline del segmento D più parche; considerando poi la ridotta cubatura i costi di gestione vengono sensibilmente abbattuti.

Allora... come visto, le premesse sono già di per se ottime, resta solo da valutare se il prezzo di acquisto sia allineato e coerente con le ottime qualità della vettura: 22.820 EURO per una vettura comoda, dai costi di gestione minimi, di buona qualità e, non ultimo, dall'immagine concreta vi sembrano tanti?

Fotogallery: Peugeot 407 1.6 16V HDi FAP