la scelta concreta

La crisi che da anni interessa il settore auto, ha obbligato molti marchi a "rileggersi", cercando suggerimenti, validi spunti per mantenere quote e, magari, guadagnare anche un po' di terreno. In questo senso, uno dei casi aziendali di eccellenza è rappresentato dal marchio Citroën (e da tutto il gruppo PSA, del quale fa parte anche la cugina Peugeot). Per i francesi, la scelta vincente - almeno finora - è stata quella di puntare sulla scalata per fasce di mercato, partendo dalle piccole C2 e C3 per poi aggredire segmenti sempre più prestigiosi e d'immagine. Il rinnovamento della gamma terminerà nei prossimi mesi, con la commercializzazione della grande C6, degna erede delle mitiche e "profilatissime" berline Citroën dell'ultimo trentennio. Della C6 parleremo sicuramente in futuro, ora occupiamoci dell'immanente, la vettura della nostra prova: una C4 Coupè 2.0 HDi 16V FAP VTS nera.

Ad attirare l'attenzione è sicuramente la coda tronca, caratterizzata da un lunotto posteriore in due parti. La soluzione, insolita, ma ormai sempre meno originale, pur offrendo a chi siede dietro grande spazio per la testa, non convince per quanto riguarda la visibilità posteriore, troppo "disturbata" dal raccordo tra le due superfici vetrate. Rivolgendoci al frontale, vi troviamo uno schema consolidato, quasi classico: cofano corto e spiovente, in stile monovolume. In questo contesto spiccano gli specchi retrovisori a bandiera, estremamente ricercati sotto il profilo estetico anche se forse un po' troppo piccoli. Il muso termina con diverse feritoie e prese d'aria, un tripudio di spoiler e bandelle che, strano ma vero, non rovinano la linea pulita, anzi, appaiono incredibilmente armonizzate con il design generale dell'auto.

Dentro, questa C4 non nasconde la propria generosità: sedili sportivi con inserti in pelle e Alcantara, navigatore satellitare con schermo a colori e climatizzatore automatico bi-zona sono i primi "doni" ad essere individuati. Ad una più attenta analisi, poi, si scopriranno cruise control, accensione automatica di fari e tergicristalli, caricatore multi-cd intelligentemente inserito nel bracciolo centrale, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, sensore di superamento linea di carreggiata, sistema Hi-Fi JBL e tanto altro ancora. Sembrano dettagli, ma sono accorgimenti che nell'uso di tutti i giorni rendono più piacevoli gli spostamenti in auto, a tutto vantaggio del piacere di guida e del relax. Difficile volere di più.
Al nostro esemplare mancava solamente il tetto apribile panoramico in cristallo, per essere davvero completa (ma ve lo diciamo solo per pignoleria)...
La nota stonata deriva piuttosto dal prezzo, che i tanti accessori fanno lievitare di molto. La vettura in prova, come detto una coupè 2.0 HDi 16V FAP VTS, accessoriata di tutto punto costa 27.940 Euro, esattamente 14.740 Euro in più rispetto alla Coupè 1.4 16V Entry che viene 13.200 Euro. E allora, vale davvero quel che costa, questa C4? La risposta può arrivare solamente dalla strada, e di strada ne abbiamo fatta parecchia, curiosi di poter rispondere al dilemma.

L'interno, come già accennato innanzi, colpisce. Di notevole caratura sono l'estetica e l'ergonomia: tutto sembra sviluppato attorno al conducente, lo stesso volante, innovativo, col suo mozzo "fisso", e sicuramente estroso nel design, mette in condizione di poter gestire un numero di comandi maggiore rispetto ad un "semplice" volante multifunzione. Questo limita lo spostamento degli occhi sulla plancia, apparentemente un po' disordinata, consentendo di mantenere a fuoco la strada a tutto vantaggio della sicurezza.
Il motore, l'ormai noto 2.0 Hdi, qui in versione da 138 cv, è un vero mangiatore di chilometri. Nell'uso cittadino la coppia, bassa e corposa, quasi impone una guida nervosa e scattante, croce e delizia dei "dieselisti moderni". Con un po' di abitudine, tutto si sistema e le ambizioni corsaiole vengono messe ragionevolmente da parte (ormai anche il gasolio costa quello che costa...), ma la tendenza a schiacciare per sentir strappare la strada, un po' rimane sempre. Volendosi divertire, poi, si può azzardare un percorso di montagna senza il minimo problema: l'ESP vigila attento e difficilmente lo si sente intervenire. Certo, le doti telaistiche non sono certamente da sportiva, ma la sicurezza trasmessa basta a tranquillizzare anche i più apprensivi. Peccato soltanto che, nelle curve veloci, lo sterzo poco diretto trasmetta una sensazione di "leggerezza" di tutta la vettura.
In autostrada e tangenziale le cose non cambiano e anche qui si viaggia davvero bene. Le comodità dell'abitacolo e l'eccellente aerodinamica mettono a proprio agio conducente e passeggeri. La rumorosità, che non è da primato, non disturba eccessivamente e, comunque, si può sempre alzare il volume del potente sistema Hi Fi JBL per dimenticarsi del rumore della strada.
Sul fronte consumi è interessante constatare che la scelta della versione 2.0 HDi, invece della più economica 1.6 HDi, non penalizza il bilancio di fine mese: con un po' di attenzione, e piede leggero, a 130 Km/h costanti, in 6 marcia, si percorrono 15 Km/l di media.

A conti fatti, dire se questa Citroën C4 è o no "l'Alternativa" è comunque difficile, soprattutto ragionando in termini assoluti: indubbiamente è una vettura di grande sostanza, non le manca praticamente nulla e offre consumi e prestazioni interessanti. Poi, volendola confrontare con la concorrenza più diretta non possiamo che constatare un prezzo allineato al mercato. Forse sarà la tenuta dell'usato a deludere un po', ma alla fine è la classica "scelta concreta".

Fotogallery: Citroen C4 Coupè 2.0 HDi FAP VTS