che grinta!

Il budget di acquisto di una vettura nuova è, oggigiorno, sempre più pesante per le famiglie italiane. Se nella maggior parte dei casi la prima (o "le prime") auto in famiglia sono assolutamente indispensabili, molte sono invece le vetture acquistate per essere "a disposizione" anche di chi non ha una reale esigenza di muoversi con un mezzo proprio . Spesso si tratta di vetture piccole ed economiche, pratiche in città e dai ridotti costi d'esercizio. Qualcuno però può permettersi il lusso di scegliere tra alternative più sfiziose, magari volendo conservare la praticità di una piccola. In molti casi però, per pigrizia, inesperienza o diffidenza, si tende a considerare solo la fascia di automobili più convenzionali, tralasciando tutto quell'interessante ventaglio di offerta proposto da marchi meno conosciuti o, come in questo caso, noti per ben altri segmenti e tipologie di vetture. Tutto ciò per introdurre la vettura che abbiamo testato, una Mitsubishi, tra i primi marchi giapponesi capaci di affermarsi al di fuori del sol levante, marchio che negli anni ha legato il proprio nome alle vetture off road e alle veloci integrali da sterrato.
Il colosso nipponico vende in tutto il mondo una incredibile varietà di prodotti, dal bancario all'industria pesante, quasi tutto lo scibile umano è acquistabile marchiato con il logo dei 3 rombi.
Nonostante ciò i mercati richiedono performance sempre più spinte, al punto che le partnership tra ex nemici sono ormai all'ordine del giorno. Per sopravvivere questo e altro!
Non parliamo certo di ex nemici, i due marchi si sono "incrociati" poco negli anni, ma è certo che la partnership con Smart ( leggasi Daimler-Chrysler ) ha dato vita ad una vettura compatta, estremamente piacevole dal punto di vista dinamico e, non ultimo, con un a forte personalità stilistica. Per chi pensasse che la Colt altro non è che la sorella meno "Cool" della Smart ForFour ci sarà una bella sorpresa. La Mitsu appare stilisticamente molto più equilibrata e piacevole, verrebbe da dire: Colt 1 - ForFour 0, ma i gusti son pur sempre gusti...

La versione della nostra prova è la CZ3 Invite 1.3 16v vettura "inaspettata" che, come anticipato, ci ha regalato moltissime soddisfazioni e si è dimostrata in grado di reggere il confronto con le più classiche alternative europee.
Il design esterno potrebbe essere sintetizzato come l'unione di due stili: una sorta di punto d'incontro tra una Classe A e una Punto, nessun plagio per essere precisi, ma soltanto spunti, piacevoli e ben posizionati.
Come impone la moda attuale anche sulla piccola monovolume Mitsubishi troviamo un discreto allestimento sportivo composto da cerchi in lega da 15 pollici, assetto rigido piuttosto "basso", terminale di scarico cromato e paraurti interamente verniciati, belli ma sicuramente poco pratici nell'utilizzo urbano dove è facile ritrovarsi qualche riga come gentile dono del vicino di parcheggio.

Il cofano corto e spiovente culmina in un logo che, se alla maggior parte degli automobilisti fa associare il nome Pajero, porta invece la mente dei più appassionati verso un nome mitico: Evo. Un' interrogativo diventa d'obbligo a questo punto: anche la Colt avrà nel sangue lo stesso dna della sorella cattiva? Con dubbi come questi non rimane che sedersi al volante e girare la chiave.

Dal posto guida si presenta una plancia semplice e dal design pulito, caratterizzata dal colore azzurro dominante in tanti particolari. Bella l'idea utilizzare una plastica in grado di diffondere la luce nelle ore notturne. Peccato che la soluzione sia stata studiata un po' sommariamente: la realtà non corrisponde esattamente alle aspettative, con una flebile luce proiettata solo in prossimità delle fonti di luce dirette.
I comandi sono semplici e tutto è a portata di mano. Non che ci sia molto da premere, si parla pur sempre delle dotazioni standard, climatizzatore, autoradio, e poco altro ma, se non altro, l'ergonomia è stata tenuta in considerazione.
I sedili sono molto tedeschi, con imbottitura rigida e piatta: possono sembrare poco comodi durante i primi km ma non c'è dubbio che viaggiando molto la scelta appare vincente e poco affaticante.
Altro grande pregio di questa vetture è l'ottimo condizionatore. Il modello è di tipo manuale, con interruttore per l'accensione dell'aria condizionata ma la portata dell'impianto è notevole in rapporto al piccolo abitacolo: il risultato è che anche con il caldissimo primo sole estivo la Colt ha sempre risposto a dovere senza mai perdere colpi.

Finalmente ci siamo, è il momento di partire. Forse la piccola Colt è stata caricata di aspettative "esagerate", ma la speranza di avere qualche altra bella sorpresa non ci abbandona.
Percorsi i primi chilometri è già chiara l'impostazione generale della vettura: facile da guidare! In questo la Colt si differenzia nettamente da quanto proposto dalla maggior parte delle automobili di ultima generazione: siamo ormai abituati a vetture che creano la falsa impressione di essere al volante di un bolide da centinaia di cavalli mentre in realtà sviluppano solamente mediocri prestazioni. Il discorso qui è invece molto diverso. I 95 cavalli a disposizione, già un ottimo valore per un 1.3 di cilindrata, sono pronti e facilmente sfruttabili anche senza dover tirare troppo le marce: se a questo si aggiungono un assetto praticamente neutro e una quasi totale assenza di vibrazioni si può facilmente capire che "clima" si respiri nell'abitacolo della Colt. Pur mantenendo andature sostenute motore e telaio non sono mai in difficoltà, tanto che la mancanza dell'ESP o di qualsiasi dispositivo di controllo non sembra poi una pecca tanto grave (anche se sarebbe molto meglio poter disporre di tali sicurezze).
Il misto stretto è il terreno ideale di questa piccola sportiva, grazie ad uno sterzo non eccessivamente demoltiplicato, abbinato ad un volante di piccole dimensioni, è possibile divertirsi con poche curve.
Ottimo anche il cambio caratterizzato da una leva corta e da innesti secchi e precisi. Forse la posizione della leva è un po' bassa in relazione alla postura di guida imposta dal sedile alto, ma ci vuole poco per "prendere le misure" dimenticandosi ben presto di questi piccoli particolari stonati.
Anche in tangenziali e autostrade si viaggia senza troppi problemi; ovviamente non è questo il suo habitat ideale ma nel complesso rumorosità e consumi si rivelano buoni. Unico neo riguarda la tenuta laterale, specie in caso di raffiche di vento: il peso ridotto non assicura quella stabilità che si vorrebbe percepire, si parla ovviamente solo di sensazioni, nessun problema concreto, ma si sa bene quanto le impressioni trasmesse contribuiscano a rendere più o meno rilassante un viaggio.

Come accennato i consumi su strade a scorrimento veloce non deludono, per quanto riguarda invece il consumo urbano la Colt ha fatto rilevare ottimi valori con percorrenza ben superiori a quanto ci saremmo immaginati da una piccola sportiveggiante quale è: a dispetto dei 7,7 litri per 100 km dichiarati dalla Mitsubishi le nostre medie si sono attestate intorno ai 6,5 litri, valori raggiunti senza troppo pensare al risparmio o penalizzando una guida brillante.

Inutile negarlo, la Colt è un' ottima scelta diversa dal solito, piacerà molto a chi ama guidare, forse meno a chi segue le mode... Giudicate Voi.

Fotogallery: Mitsubishi Colt CZ3 Invite