La monovolume è pratica, furba e spaziosa, grazie al buon vano di carico. Il suo 1.3 però è tutto da interpretare

La Honda Jazz è un modello ancora molto recente, con meno di 2 anni di carriera sul mercato europeo, ma ad osservarla provoca una sensazione di nostalgia: è lunga solo 4,00 metri, ha un abitacolo spazioso e non richiama nell’aspetto i SUV o i crossover, tendenza che invece va per la maggiore fra i monovolume di tutte le lunghezze. È una vettura come poche ce ne sono in vendita, basata più sulla sostanza che non sull’apparenza. Non a caso il suo principale elemento di forza è il bagagliaio, ampio da 354 a 1.314 litri, che adotta una serie di accorgimenti per migliorare la gestione del carico: la soglia d’ingresso non è molto alta da terra (60 cm), la seduta del divanetto si può ripiegare contro lo schienale e c’è spazio all’occorrenza per oggetti lunghi fino a 2,48 metri, grazie al sedile anteriore destro ripiegabile. La Jazz non va considerata quindi un modello di tendenza o che ruba l’occhio, ma un’auto pratica e concreta. In questa prova del #perchécomprarla vi raccontiamo come va.


Pregi e difetti


Chi sceglie la Jazz è consapevole di acquistare una monovolume pratica e accogliente, grazie all’abitacolo e al vano bagagli molto più sfruttabili rispetto alla media dei SUV e crossover. Sul giudizio pesano inoltre le portiere che si aprono a 90° (ideali per caricare il seggiolino), i vani porta-oggetti molto capienti e il divanetto generoso, con l’unica sbavatura del posto centrale sacrificato. Un’altra pecca è la mancanza della bocchetta centrale per chi siede dietro. La plancia ha un’impostazione molto originale, complice la presenza di una superficie touch per gestire i flussi dell’aria e le temperature (oltre allo schermo del sistema multimediale), ma i comandi non sono intuitivi da utilizzare e il volante ha un numero eccessivo di pulsanti, ben 18, che possono distrarre in alcuni frangenti d’utilizzo. Il comportamento su strada è influenzato dal buon assetto, che rende l’auto molto precisa e filtra le asperità senza trasmetterle nell’abitacolo.


Quanto costa


Il listino della Honda Jazz è molto asciutto ed essenziale: ci sono tre livelli di allestimento (Trend, Comfort, Elegance), due tipi di cambio (il manuale a 6 rapporti o l’automatico CVT) e un solo motore, il benzina 1.3 da 102 CV, che si rivela meno pastoso e “facile” da guidare rispetto ai concorrenti europei. L’i-VTEC va tirato con le marce e fatto lavorare ad alti regimi, complice inoltre il buon cambio manuale, ma non si trova a proprio agio quando lo si utilizza con un filo di gas, perché la spinta inizia a farsi sentire dai 3.500/4.000 giri. Di contro però il 1.3 si rivela in generale molto poco assetato: nel corso della nostra prova non abbiamo percorso meno di 13,5 km/l in città, sfiorando i 16 km/l lungo strade più di scorrimento. La versione Trend include nell’equipaggiamento di serie il regolatore di velocità, il volante regolabile in profondità, il bluetooth ed i sedili riscaldati, optional non comuni su auto di questa lunghezza. I prezzi partono da 14.600 euro.

Fotogallery: Nuova Honda Jazz, spazio alla versatilità