Ecco 5 motivi (e non sono tutti...) per cui la mitica “Miata” è l’auto capace di mettere di buon umore

I soldi non fanno la felicità, ma una Mazda MX-5 sì. Ok, forse non la felicità esistenziale, ma che guidarla metta di buon umore è un dato di fatto… Chiedete a chiunque l’abbia fatto almeno una volta nella vita, se non ci credete. Già, ma perché la metti in moto, parti, e subito un sorriso ti si stampa in faccia? Dare una risposta non è così facile, ma ci ho provato fissando 5 punti (che per qualcun altro potrebbero essere diversi, di più o di meno), sfruttando l’occasione che Mazda mi ha dato di guidare la Cherry Edition, una tiratura limitata di 71 esemplari in grigio scuro, cerchi bruniti e capote (oltre a diversi dettagli interni) in color ciliegia.

#1 - Guidarla, semplicemente, diverte

Sarà anche scontato, ma non potevo non partire da qui: il primo motivo per cui la MX-5 fa stare bene è perché è bella da guidare, persino nel banale nel casa-ufficio, per come ti fa sentire connesso con la meccanica e con la strada. Proprio come le auto di una volta, ma con diversi vantaggi. Il primo di questi si chiama ESP; sì, avete letto bene, proprio lui, il controllo di stabilità, ma solo perché si può disattivare. Ovviamente, nessuno si sognerebbe di comprare una MX5 per lasciarla imbrigliata dall’elettronica, ma quando state andando al lavoro (scusate se ci torno, ma tendenzialmente ci andate 5 mattine alla settimana) davvero volete il brivido di un rischio di sovrasterzo? Il bello è che basta schiacciare (e non tenerlo premuto per diversi secondi) il tasto dell’ESP che in un attimo l’elettronica si toglie di mezzo. A quel punto, basta entrare un po’ più aggressivi del solito, sentire che le ruote dietro si alleggeriscono - e si sente, ve lo posso garantire - ed ecco che il retrotreno subito allarga la linea. Senza mettere ansia, anche perché si può fare a bassa velocità, in una curva qualsiasi, mentre con la stragrande maggioranza delle sportive moderne devi andare a velocità da F1 per provocare delle perdite di aderenza.

#2 - Cambio

Il secondo motivo di gioia al volante della giapponese è il cambio, rigorosamente manuale e a 6 marce. E se vi sembra strano inserire un elemento tutto sommato di dettaglio come il cambio tra i principali motivi di felicità di una macchina così, vuol dire che non avete mai avuto il piacere di provarlo. Sì perché è incredibile (ma se guardate il video capite che queste parole non sono esagerate) quanto poco basti spostare la leva per innestare le marce. E poi, soprattutto, è quello che si sente sotto il palmo che fa la differenza: movimenti secchi, metallici, chirurgici. Ritrovarvi a cambiare marcia anche quando non serve è questione di attimi… 

#3 - Design

Il terzo motivo di buon umore è il design. Come sempre, è questione di gusti personali, ma che vi piaccia o meno, la MX-5 sa farsi notare senza risultare mai eccessiva, e così di attirare sguardi di approvazione da parte di uomini e donne, giovani e meno giovani, appassionati e non. Sbilanciandomi un po’, confesso che secondo me è questa edizione di MX-5, pur molto diversa da tutte quelle precedenti, è altrettanto riuscita ed equilibrata, anche se un po’ più aggressiva e con qualche taglio netto che si alterna alle solite curve (passaruota, fari posteriori, etc.).

#4 - Le dimensioni

Piccolo è bello, se si parla di auto e se si è appassionati. Piccolo significa infatti, nella maggior parte dei casi, agile nelle curve, facile da parcheggiare (mentre le auto moderne non ci stanno più, nei parcheggi degli aeroporti e dei centri commerciali) e veloce anche con un motore relativamente… Piccolo: sotto il cofano della MX-5 Cherry Edition, rigorosamente in posizione longitudinale, c’è infatti un 1.5 aspirato a iniezione diretta da 131 CV. Una potenza che può sembrare limitata, ma che fa una gran bella figura perché il peso, anche lui, è… piccolo: 1.050 kg. Risultato: lo 0-100 km/h viene completato in 8,3 secondi e il consumo medio non è per nulla esagerato. Ciò che esalta di più del motore, comunque, è l’allungo fino a 7.000 giri.

#5 - Capote manuale

Guidare, e guidare bene, è una delle cose più belle del mondo. Farlo all’aria aperta è ancora meglio e le cose possono migliorare ulteriormente se la capote si può aprire a mano. Sì, davvero, felicità è aprire la capote a mano, quando il meccanismo è facile e leggero come quello della MX-5. Il tutto mentre gli altri, quelli con le spider raffinate, si devono comunque fermare, o comunque rallentare, premete un bottone e sentire i motori elettrici che lavorano.

Sportiva accessibile, ma comunque per pochi

La perfezione non fa parte di questo mondo e nemmeno di quello della MX-5. Se siete alti dal metro e 80 ve ne accorgerete in fretta, perché dovrete accontentarvi di braccia un po’ troppo tese e ginocchia fastidiosamente vicine alla plancia, visto che il volante non si regola in profondità. E poi, indipendentemente dalla statura, il prezzo la rende comunque un “giocattolone” per pochi: si parte da 27.850 euro, che diventano 28.950 per la Cherry Edition. Pochi, per quello che si ha in cambio, ma non pochissimi per una macchina a due posti secchi, con poco, anzi pochissimo bagagliaio.

Nuova Mazda MX-5, piccola e leggera come la prima