Più leggera e potente della 488 GTB, è anche più emozionante da guidare. Ecco com’è andata

Il problema è trovare aggettivi, verbi, sostantivi: certo, è il mestiere di chi, come noi, scrive, ma a volte si fa davvero fatica. Sì perché quando hai già affermato che con la 488 GTB Ferrari ha messo l’asticella a un’altezza irraggiungibile per (quasi) tutti, che si parli di motore, telaio, freni, aerodinamica ed emozioni di guida, ecco che a Maranello si superano. Dopo appena tre anni, peraltro, con la 488 Pista. Un oggetto sensazionale che abbiamo avuto la fortuna di provare, ancora sotto forma di prototipo, sulla pista di Fiorano. Noi, come Valentino Rossi.

Una libidine a ogni metro percorso

Ci sono un sacco di cose da dire sulla 488 Pista, su come gli ingegneri siano riusciti a ottenere un risultato così eclatante. Ma ci arriveremo dopo: una macchina di questo genere, che nasce per essere guidata, va raccontata prima di tutto da “dietro il volante”. Bene, con la 488 Pista non conterete i km percorsi, ma sarà ogni km percorso guidandola, a contare; a rimanere impresso nella vostra memoria. E per andare subito al punto, partiamo dalla parte di test drive effettuata a Fiorano, sul circuito storico di prova del Cavallino Rampante: nemmeno il tempo di partire, che subito metto il Manettino su Race. Tutto si “tende” e da lì in avanti anche il cervello del fortunato che guida deve accelerare, perché la 488 Pista divora rettilinei e curve con efficacia disarmante, con il cambio al massimo della sua velocità e le sospensioni al top della rigidezza.

Motore sensazionale

Una Ferrari, in quanto tale, nasce attorno al motore e la 488 Pista non fa eccezione: con 720 CV (+50 rispetto alla GTB) e 770 Nm di coppia, questo è il V8 stradale più potente della storia di Maranello. Ma è il suo comportamento che esalta persino di più dei numeri, perché il suo carattere è brutale, il concetto di turbo lag (il ritardo di risposta tipico dei turbo, almeno fino a qualche anno fa…) è non pervenuto e la voce… La voce, ecco, è una colonna sonora da brividi, al punto che ti viene il dubbio che si tratti davvero di un propulsore sovralimentato.

Un’esperienza “immersiva”

La definizione utilizzata qui sopra si usa solitamente per la realtà virtuale, ma qui, sulla 488 Pista, è tutto drammaticamente vero, reale, quasi carnale. Nel senso che questa Ferrari te la senti addosso e, nello stesso tempo, ti ci senti dentro, sopra e sotto. Praticamente a livello asfalto, come se le tue mani fossero direttamente sulle ruote e ne sentissero ogni minimo movimento e/o sforzo aggiuntivo. Entusiasmante poi la stabilità nei cambi di direzione, che però vengono effettuati a velocità incredibili, anche nelle parti più scorrevoli del tracciato.

Ferrari Dynamic Enhancer

Qui i puristi potrebbero storcere il naso. Le “belve intrattabili” come la F40, infatti, hanno da sempre un fascino unico: chi non le sa domare subisce il timore reverenziale che incutono, i piloti amano misurarle - e misurarsi - anche a costo di fare una fatica che con le auto moderne non si fa più. E che con la 488 Pista si farà ancora meno, grazie (o a causa) dell’FDE: in pratica, l’elettronica usa i freni per massimizzare ciò che il guidatore vuole fare, dal tempo sul giro al traverso lungo centinaia di metri.

Un lavoro maniacale su ogni aspetto

Va da sé che, per migliorare un prodotto già estremo come la 488 GTB, ogni minimo dettaglio fa la differenza. Tra questi, il cosiddetto S-Duct, che modifica pesantemente il frontale rispetto a quello della 488 GTB, soprattutto dal punto di vista funzionale: in pratica, l’aria che colpisce l’auto viene convogliata dal paraurti al di sotto della carrozzeria, per poi uscire nella zona del cofano, al fine di creare deportanza quasi “gratis”, ovvero aumentando la resistenza all’avanzamento in percentuali trascurabili. E proprio questo particolare è rivelatore dello spirito della Pista, che migliora i valori della 488 GTB senza però appesantirsi con appendici o profili che possano deturpare la pulizia del design. Altro esempio sono i numerosi elementi in fibra di carbonio, mai vistosi ma capaci, tutti insieme, di fermare l’ago della bilancia 90 kg prima.

Abitacolo racing

Dentro, le differenze Pista/GTB non sono così grandi, ma quanto basta per far capire che lo spirito tra le due è diverso: non c’è più il cassettino portaoggetti di fronte al passeggero e i sedili, rigorosamente a guscio e con cinture di sicurezza a 4 punti, si regolano manualmente. Invariato il volante, su cui si ritrova la grossa impugnatura in pelle, il mitico manettino e la sempre emozionante scala di led nella parte alta della corona che si illumina progressivamente fino al punto in cui è il momento di passare alla marcia superiore.

 

Fotogallery: Ferrari 488 Pista pre-produzione