2.000 CAVALLI DI EMOZIONI UNICHE

L’abbraccio caldo di un sedile avvolgente, la melodia di un impianto di scarico o del ruggito di aspirazione, il profumo di benzina. Qualcuno dice che certi oggetti abbiano un’anima. Noi, dopo una settimana vissuta in simbiosi con Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, Ferrari 488 GTB e Lamborghini Aventador S (in rigoroso ordine alfabetico), ne abbiamo la certezza. Del resto non poteva andare diversamente, visto che si tratta di tre fra i migliori frutti della terra dei motori, riuniti in un flusso di emozioni, di passione e di adrenalina che giorno dopo giorno è diventato un fiume in piena. Una piena che ha coinvolto i tester Andrea, Davide e Giuliano, ma anche gli operatori della troupe e le tante persone che abbiamo incontrato sulla nostra strada.

EMILIA ROMAGNA, TERRA DEI MOTORI

Qualcuno ha la terra del silicio, la Silicon Valley, noi abbiamo la terra dei motori, la Motor Valley. Permetteteci di dire che preferiamo la nostra, l’amata Emilia Romagna che tanto ha regalato - e continua a regalare - al mondo delle quattro e delle due ruote. Qui si trova la culla della Ferrari, precisamente a Maranello, e quella della Lamborghini, a Sant’Agata Bolognese. Qui ha visto la luce l’Alfa Romeo Quadrifoglio: il marchio è milanese “DOC”, ma per il suo modello della rinascita si è affidato alle sapienti mani delle donne e degli uomini della Maserati (di Modena, guarda caso) e della Ferrari, che per mesi hanno lavorato giorno e notte, in capannoni anonimi, alla definizione dell’Alfa Romeo che da troppo tempo mancava all’appello: un’Alfa Romeo fatta col cuore.

DALL’ABETONE AL CIRCUITO DI IMOLA

Per automobili da sogno ci vogliono strade speciali, come quelle dell’Appennino emiliano, tra Castelvetro e l’Abetone, in cui tutte e tre queste meraviglie della meccanica hanno percorso migliaia di km nelle mani dei collaudatori. Nastri d’asfalto che ne hanno viste tante, di tutti i colori (e la maggior parte di queste storie non si possono raccontare…), ma che oggi più che mai non bastano più. Le prestazioni sono cresciute in modo esponenziale e quindi la pista è diventata un’esigenza imprescindibile. Pista, terra dei motori: l’associazione di idee è ovvia, Imola. Il Tamburello, la variante Villeneuve, lo scollinamento dopo la Piratella e dopo la Variante Alta, la compressione alle Acque Minerali… In 4.909 metri ci sono tutte le difficoltà possibili e immaginabili. Non dev’essere un caso se i piloti di tutto il mondo mettono il circuito di Imola tra i più esaltanti al mondo. A questo punto non resta che schiacciare play e godersi le immagini, la musica dei motori e il racconto di Andrea, Davide e Giuliano.