Up!, Polo e Golf, il tris sportivo di Volkswagen messo alla prova in pista

I dettagli fanno la differenza. Piccoli particolari che sottolineano il carattere di una persona, la natura di un oggetto. Come ad esempio sottili linee rosse che attraversano frontali di un’auto, o pomelli del cambio il cui disegno ricorda quello di una pallina da golf. Ecco, un paio di particolari che vi hanno già fatto capire di chi sto parlando: Volkswagen Golf GTI, l’auto che da 42 anni rappresenta la sportività mai esagerata di Wolfsburg. Un modello che ha dato il via a una piccola famiglia che mai come oggi è stata così numerosa: 3 modelli (assieme alla Golf ora ci sono anche Polo e Up!) accomunati da una voglia di sportività, ma senza mai esagerare. Le abbiamo provate tutte e 3 sul circuito Ascari in Spagna. Ecco com’è andata.

La capostipite

Non si poteva non iniziare con la Golf, la madre di tutte le GTI Volkswagen. Un modello sempre fedele a se stesso, a quel DNA che ha nei suoi geni la voglia di andar veloce ma senza la brutalità delle concorrenti più estreme. Nulla è sacrificato sull’altare delle prestazioni: a bordo della compatta tedesca ci si diverte ma si sta comodi, sempre. I 245 CV del 2.0 turbo benzina spingono ma non ci appiccicano al sedile (rigorosamente scozzese), gli ammortizzatori non si scompongono quando incontrano i cordoli del circuito Ascari, donando alla compatta tedesca un assetto ideale. Lo sterzo è preciso e diretto, ma mai troppo duro o troppo molle, nemmeno quando il settaggio è in Sport. Poi il cambio: la Golf GTI è l’unica (per ora) a montare sia il manuale 6 marce sia il DSG a 7 rapporti e la scelta è una: manuale. Si sa che il doppia frizione va maledettamente bene, ma il fascino del manuale non si discute e questo manuale in particolare corre che è una bellezza. Il risultato di tutte queste componenti è un’auto che diverte sempre, precisa e veloce, senza mai alzare troppo l’asticella. Come quell’amico che si diverte un mondo bevendo solo una birra.

La piccola peste

Guarda invece al passato, alla prima Golf GTI della storia la VW Up! GTI, la piccola di famiglia. Una piccola tutto pepe di circa 1 tonnellata di peso e mossa da 115 CV. Forse la più “estrema” del gruppo. Perché qui, al contrario della Golf, c’è un assetto rigido rigido con cerchi da 17” e ammortizzatori con escursione ridotta. Il risultato è che sui dossi si balla, le imperfezioni dell’asfalto vengono riportate in abitacolo e andare in giro non è sempre all’insegna del comfort. Poi però si entra in pista e la Up! GTI quasi si trasforma, diventa una scheggia impazzita che rimbalza a un cordolo all’alto, leggera e con il posteriore che non disdegna di allargare un po’. Le misure ridotte la aiutano nelle curve col risultato che sullo stretto quasi riesce a tenere il passo delle sorelle maggiori, per poi vedersi distanziare quando iniziano i rettilinei. L’animo tipico delle GTI di VW sembra essere più eccitato, come a voler dimostrare che anche lei si merita quel badge sulla carrozzeria. Peccato solo per il cambio, con innesti non sempre precisissimi e la leva un po’ troppo lunga.

In medio stat virtus?

La virtù sta nel mezzo, ma è davvero così? A rispondere ci prova la VW Polo GTI che con 200 CV e 4 metri circa di lunghezza si piazza a metà tra gli estremi Golf e Up! Lo fa con tante caratteristiche che richiamano la sorella maggiore, dall’assetto capace di digerire di tutto ma mai molle allo sterzo preciso, passando per una bella progressione ma che mai ci dà l’effetto di un salto nell’iperspazio. Il 2.0 turbo benzina è pronto nella risposta, un po’ meno lo è il cambio automatico DSG 6 rapporti, unica opzione (almeno per ora). A guidarla ci si diverte, accompagnati da un sound pieno ma mai invadente. Tante virtù che rendono la Polo il giusto punto di incontro tra i 2 estremi, anche se alla fine la mia preferita rimane la Golf, non solo per questioni di cavalleria. La maggiore delle GTI infatti può davvero essere l’unica auto di famiglia, per chi vuole spazio ma anche potersi divertire. Senza mai esagerare.

Gallery: Volkswagen GTI, tutta la gamma in pista