Un giro a bordo di una Maserati GranCabrio sulla Hill Climb, una passeggiata tra le meraviglie nel paddock del Festival. Questa è Goodwood

C'è un cartello, all'incrocio di una delle tante vie che si attraversano lungo il West Sussex che recita testuale: "Here the last Pub before Goodwood". Già, Goodwood, la Mecca per gli appassionati dei motori, una festa di passione instillata in maniera pura ed autentica, dove passato e presente del mondo dei motori si fondono in un unico festival sulla collina del conte March. Un'evento in cui converge il glamour in frac e papillon di una Montecarlo con il romantico amarcord delle corse di una volta tra balle di paglia e muretti. Una passione a portata di mano, dove partecipare è già un evento: moto, auto, supercar, Formula 1 di un tempo e di oggi, prototipi di Le Mans. Perfino la vincitrice elettrica della Pikes Peak non voleva mancare all'appello. D'altronde, quella passerella a tutta velocità lungo la collina è un invito che rappresenta un quarto di nobiltà nel mondo dei motori.

Una storia antica

E pensare che la storia del Festival of Speed di Goodwood, giunto al suo primo quarto di secolo, risale agli albori del motorsport Oltremanica, negli anni Trenta, con tanto di sfumature clandestine. E' il 1936 e a Goodwood il 9° Duca di Richmond, Freddie March, organizza una corsa in salita. Freddie è il nonno dell'attuale Duca Charles, e quella corsa è poco più che un ritrovo tra amici appassionati di Lancia. Passati gli anni bui della seconda guerra mondiale, il Festival acquista un barlume di ufficialità: nel 1948 Freddie March ottiene il permesso per trasformare la strada perimetrale dell'aeroporto di Westhmpnett in un circuito. E' una manifestazione per auto di lusso e sportive. Durerà sino al 1966, quando vennero chiusi i battenti fino al 1993. 

Porsche en Goodwood 2018
Ferrari at 2018 Goodwood FoS

25 anni di Festival

Il 13 e 14 Giugno di Venticinque anni fa dunque, il Duca Charles March ricomincia da dove aveva lasciato il nonno ed organizza informalmente un ritrovo per auto storico nella sua tenuta di Goodwood. In Francia c'è la 24 Ore di Le Mans, ma nonostante questo, la manifestazione è un successo enorme. Inizia così la storia moderna di un evento che vuole racchiudere dentro di se ogni elemento fondante della passione di qualsiasi appassionato, pilota di fama o della domenica, ragazzino di ieri o di oggi. Il successo di Goodwood vive di nobiltà alla portata di tutti: per un pilota è un onore essere invitato e ritrovarsi in mezzo alla gente e guidare lungo il percorso. Così, negli anni il Paddock ha visto piloti del calibro di Jenson Button, Marc Genè, Nelson Piquet, Sebastien Loeb, Nico Rosberg, celebrando praticamente ogni anno una casa automobilistica, e facendo partire lungo quella collina così affascinante. Un paddock dove ogni singola auto presente nei sogni di ogni singolo amante dei motori è presente. Un successo sempre crescente che quest'anno ha toccato il suo culmine di popolarità e presenze.

Goodwood 2018, Hill Climb

La corsa lungo la collina

Il percorso, elemento cruciale del Festival della velocità. Si parte con un breve allungo che porta ad una doppia destra molto stretta. Lì, dopo quella seconda veloce, dove fare attenzione, si scorge sulla sinistra la tenuta del Conte March, per poi dilungarsi sotto l'oramai famoso ponte. Una staccata complicata con un veloce destra accennato per poi buttarsi sulla sinistra, con quelle balle di paglia a raccordare. Si allunga fino all'ulteriore esse con vicino, tanto vicino, quel muretto che negli anni qualche "vittima" l'ha mietuta. Infine l'allungo fino al traguardo. E' una passerella è vero, ma nel mondo del motorsport non c'è mai passerella fino in fondo, e riuscire a staccare un buon tempo in questa gara cronometrata è sempre sinonimo di valore. Negli anni, il record della collina è passato per varie mani: dai 56''30 di Willie Green su una Surtees Cosworth TS20 del 1993 sino al record assoluto di Nick Heidfield in 41''60 con la McLaren MP4/13, negli anni tanti piloti hanno svettato: come non citare la Ferrari 712 Can AM di David Franklin nel 2001, vincitrice del Festival in 48''26, o la stessa Peugeot 208 T16 Pikes Peak con Loeb, vincitore nel 2014 in 44'60, fino alla stessa Volkswagen I.D R che, con Romain Dumas, ha chiuso il percorso in 43''86.

 

Goodwood 2018, Hill Climb
Goodwood 2018, Hill Climb

Icone di ieri ed oggi

Certo è che, per chi ama il mondo dei motori, il Festival di Goodwood significa veder passare a pochi passi capolavori del motorsport come la Williams Renault FW13B di Tierry Boutsen o la leggendaria McLaren MP4/6, senza dimenticare i prototipi Can Am, o le figlie di Le Mans come la Mazda 787B o la Porsche RSR vincitrice quest'anno, la Pink Pig. E poi le ultime uscite del mondo auto, tra Supercar, sportive e Gran Turismo. Proprio a bordo di una Maserati GranCabrio Alessandro ha vissuto le emozioni della Hill Climb, raccontando le emozioni di un viaggio e di una corsa in quella che è, senza ombra di dubbio, il luogo della passione per i motori.

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