Abbiamo preso parte alla spedizione tra Guatemala e Honduras con la Cooper S E Countryman All4

Chi di noi non ha mai pensato di andare negli Stati Uniti, noleggiare un’auto - magari una cabrio o un pick-up - e percorrere la mitica Route 66, la highway che attraversa il cuore dell’America del nord. I più appassionati di road trip, però, sanno bene che, oltre questi 3.700 km di “asfalto e mito”, c’è un’altra strada altrettanto famosa ma sicuramente più esotica e misteriosa. Stiamo parlando della Panamericana, che il Continente di Colombo lo taglia in lungo per un totale di 30.000 km circa: di fatto la strada percorribile da mezzi motorizzati più lunga al mondo.

Un italiano e un’inglese all’avventura

Quando si è presentata l’occasione di affrontare una parte di questa leggenda d’asfalto, non mi sono tirato indietro. Ancora di più quando ho saputo che avrei preso parte ad una spedizione a bordo della Mini Cooper S E Countryman All4, cioè la versione ibrida plug-in di uno dei SUV premium più cittadini che c’è. Le premesse perché fosse qualcosa di memorabile, insomma, c’erano tutte, e infatti non posso dire che non sia andata così. La Panamericana di MINI è partita dal Texas con l’obiettivo di raggiungere, dopo 18.000 km, i confini meridionali dell’Argentina, ma io mi sono unito al viaggio da Guatemala City, mentre la meta è stata Tegucigalpa, in Honduras, per un totale di circa 1.600 km.

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Nelle tante ore di viaggio ho avuto modo di vedere un continuo alternarsi di panorami mozzafiato, così come paesi e piccoli villaggi spogli e semplici che nascono lungo la strada Panamericana. Ho avuto modo anche di mettere alla prova la Countryman plug-in, a suo agio anche in un habitat lontano da quello che generalmente affronta in Europa. Taratura dei comandi e buon feeling di guida mi hanno accompagnato per giornate intere, e il modulo elettrico da 88 CV si è rivelato prezioso non tanto per risparmiare benzina (non abbiamo mai ricaricato “alla spina”) quanto per muovere con disinvoltura il SUV inglese, che senza occupanti e bagagli tocca i 1.800 kg, anche nelle situazioni più concitate. Anche le sospensioni, nonostante le condizioni stradali spesso tutt’altro che buone, hanno fatto del loro meglio per garantire un buon comfort di marcia, restituendo una risposta brusca solamente con le buche o i dossi peggiori (tra l’altro, mai visto dossi così alti, e non sono nemmeno segnalati). Per le ginocchia, davanti e dietro, non avrebbe sicuramente fatto male un po’ di centimetri in più considerati i lunghi trasferimenti, mentre per i bagagli e tutte le attrezzature per tre persone non abbiamo avuto alcun problema.

Fotogallery: MINI Panamericana