Per la prima volta il turbodiesel più potente da 195 CV non costringe a scegliere il 4x4. E c'è anche l'automatico a 9 rapporti

 All'età di quattro anni un essere umano ha ancora tutta la vita davanti. Un'auto, invece, accusa già i primi segni d'invecchiamento. Ed è per questo che la Jeep Cherokee, passati proprio quattro anni dall'ultima “rinfrescata”, si è sottoposta ad un sostanzioso restyling. A partire dal look.

Com'è

Più che lo sguardo, con il frontale maggiormente verticale grazie a nuovo cofano motore e inediti gruppi ottici ora su un solo piano, è il lato B della Jeep Cherokee restyling a stupire: la targa, salita dal paraurti al portellone, rende forse meno personale il posteriore, ma vince 10-0 la sua personale partita con il modello precedente per quanto riguarda il look. Il portellone – in materiale composito, quindi alleggerito – ha ora una maniglia posizionata più in alto e può avere il sistema di apertura assistito (basta sfiorare il fascione con il piede). Non solo: la capacità di carico è aumentata di 70 litri, per un totale di 570 litri (fino al tetto) che diventano 1.555 con i sedili posteriori ribaltati. All'interno, la consolle centrale della Jeep Cherokee restyling è stata ridisegnata: ora la tasca portaoggetti anteriore è più grande, per accogliere al meglio smartphone e altri dispositivi accanto alla porta USB integrata. Il comando del freno di stazionamento elettrico è stato spostato vicino alla cornice del cambio mentre gli allestimenti più ricchi con trasmissione automatica a 9 marce e trazione integrale hanno i paddle al volante. Il quadro strumenti può avere un display TFT a colori da 7” mentre debuttano i sistemi multimediali Uconnect 7” e 8.4” NAV, che ora contano su processori più potenti e permettono di gestire il anche il climatizzatore direttamente dal touchscreen in plancia. Dotati di connettività Apple CarPlay e Android Auto, vantano anche comandi vocali e servizi LIVE (solo su 8.4” NAV).

Jeep Cherokee Restyling Limited

Come va

Una delle qualità migliori della Cherokee restyling è senza dubbio il comfort: le sospensioni assorbono bene le eventuali sconnessioni e, finché si viaggia a velocità costante, non si sentono né fruscii aerodinamici, né il 2.2 Multijet, né tantomeno il rumore di rotolamento dei pneumatici (da 19” sull'auto in prova). Premendo a fondo il gas, però, il turbodiesel da 195 CV e 450 Nm, si fa sentire un po' troppo in abitacolo. Va meglio col cambio automatico a 9 marce, dolce anche se non velocissimo nel passare al rapporto superiore. In ogni caso, mi piace come i tecnici siano riusciti a trovare un buon compromesso fra guidabilità e comfort: la Cherokee non corica molto fra le curve e, complice uno sterzo piuttosto diretto, permette di tenere un passo spedito senza fatica, anche dove la strada si attorciglia. Dentro è sostanzialmente sempre lei, con il touchscreen da 8.4” – che va un po' capito prima di poter essere usato con disinvoltura – a portata di dito. Bene anche le finiture, con materiali curati alla vista e al tatto. Come ogni Jeep che si rispetti, anche la Cherokee restyling, se scelta in versione 4x4 con ridotte e quattro modalità di guida (Auto, Snow, Sport e Sand/Mud), può arrivare dove normalmente ad un SUV non viene chiesto di spingersi. Già così, con pneumatici prettamente stradali, la Cherokee si arrampica con disinvoltura su terreni con fondo smosso, anche lasciando il Selec-Terrain in Auto. Per gli “offroad-addicted”, nel corso del 2019 arriverà anche la Trailhawk, con altezza da terra specifica e bloccaggio del differenziale posteriore. Infine, gli angeli custodi elettronici: la buona notizia è che, già dall'allestimento Longitude, la Cherokee offre di serie l'assistente che segnala il pericolo di collisione frontale, quello che avvisa se uscite di corsia e il sistema che sorveglia l'angolo cieco. 

Leggi anche

Curiosità

La Jeep Cherokee nasce nel 1974 con l'intento di offrire, ai clienti della piccola CJ, un veicolo adatto a trasportare la famiglia. Sempre a tre aperture, ma decisamente più generoso nelle dimensioni e nella capacità di carico. E, all'occorrenza, capace di affrontare fondi difficili: oltre alla trazione integrale Quadra-Trac, era dotata di verricello in grado di resistere fino a 3.600 kg. Sotto il cofano, un V8 benzina da 6.6 litri e 215 CV, con cambio automatico a tre rapporti.

Jeep Cherokee Restyling Interni e dettagli

Quanto costa

Gli uomini Jeep hanno deciso di adottare una politica commerciale decisamente aggressiva. Se è vero che il listino della Jeep Cherokee restyling parte già da una cifra più bassa rispetto al vecchio modello (43.000 euro) non va dimenticato che, in fase di lancio, la gamma sarà offerta con un vantaggio cliente compreso tra i 4.000 e i 6.000 euro. Ciò significa che, tanto per fare un esempio, la Jeep Cherokee Longitude con il 2.2 Multijet da 195 CV, la trazione anteriore e il cambio automatico a 9 rapporti costa 36.200 euro. Capitolo consumi: circa 8 l/100 km, con una guida brillante e un percorso quasi tutto extraurbano.

 

Jeep Cherokee

Lunghezza 4,62 m
Larghezza 1,86 m
Altezza 1,67 m
Motore 2.174 cc, 4 cilindri in linea, turbo diesel
Trasmissione cambio automatico a 9 rapporti
Potenza 195 CV a 3.500 giri
Coppia Massima 450 Nm a 2.000 giri
Trazione anteriore
Accelerazione 0-100 km/h 9,1 secondi
Consumi 6,1 l/100 km
Emissioni Euro 6d-Temp, 161 g/km CO2
Capacità di carico 570-1.550 litri

Gallery: Jeep Cherokee Restyling