Il mild-hybrid in arrivo sulle versioni europee promette di migliorare consumi e prestazioni mantenendo il leggendario equilibrio proprio del marchio delle Pleiadi

Il sistema e-Boxer, appena presentato al Salone di Ginevra sui rinnovati SUV XV e Forester, è il secondo ibrido che Subaru annuncia in pochi mesi: il debutto assoluto nell’era dell’elettrificazione lo ha infatti realizzato il sistema plug-in lanciato pochi mesi fa su Crosstrek, la variante americana della XV.

Per l’Europa, la Casa giapponese ha invece messo a punto una variante ibrida più “soft” che con il model-year 2020 sostituirà gli attuali 2.0 aspirati tradizionali promettendo, a fronte di un taglio meno netto di consumi ed emissioni, di salvaguardare ancora meglio il leggendario equilibrio strutturale e dinamico su cui Subaru ha costruito la sua fama. Noi l’abbiamo provato in anteprima poche settimane prima del Salone. Ecco come funziona.

Un po’ di marcia elettrica

Anche se è definito “mild-hybrid”, a voler essere precisi il sistema e-Boxer si può considerare una sorta di via di mezzo tra questo e un ibrido vero e proprio: nonostante la potenza limitata a 10 kW (con picco di 12 in accelerazione) il motore elettrico è infatti in grado di far muovere la vettura da solo per brevi distanze, cose che gli altri “mild” non fanno, anche se la modalità EV è automatica e non selezionabile dal conducente come sugli ibridi completi.

La batteria al litio 0,6 kWh in condizioni di massima carica, e con il piede leggero, può provvedere alla marcia per meno di 2 km e fino ad una velocità di circa 40 km/h (anche se i tecnici Subaru dicono di essere riusciti a fare leggermente meglio sotto entrambi gli aspetti) ma è anche molto veloce a ricaricarsi: su una strada in discesa bastano infatti dai 3 ai 5’ per portarla da “vuota” a “piena”.

Subaru XV e-Boxer

Peso distribuito

Al confronto con l’ibrido Plug-in per l’America, l’e-Boxer ha una parte elettrica meno spinta che determina un taglio ai consumi più modesto (11% nella marcia cittadina) ma che offre numerosi vantaggi: l’aumento di peso ad esempio è di soli 110 kg contro gli oltre 250 dell’altro e soprattutto, la distribuzione è meglio bilanciata con circa 50 kg che gravano sull’anteriore e 60 sul posteriore. Il motore elettrico, integrato nel cambio a variazione continua Lineartronic, pesa appena 14 kg, a cui si aggiungono il sistema start/stop per il motore boxer servito da una specifica batteria supplementare.

Dietro trovano posto la batteria di potenza agli ioni di litio da appena 25 kg e l’elettronica di potenza, raffreddati tramite una presa d’aria a sinistra del sedile posteriore e posizionati al centro del telaio, protetti da una specifica struttura integrata. Il ridotto ingombro della batteria permette di non sacrificare la capacità di carico, che su XV resta di 350 litri (si rinuncia soltanto al doppio fondo) mentre la plug-in scende a 250, mentre il peso trainabile si attesta 1.270 kg, 130 meno del modello non ibrido ma 270 più di quello ”alla spina”. Circa il prezzo, non è ancora definito, ma a rigor di logica l’incremento non dovrebbe superare i 3.000 euro rispetto al modello attuale (vedi il listino).

Boxer rivisto

Il motore due litri a quattro cilindri contrapposti e iniezione diretta è solo in apparenza identico a quello attualmente in commercio: in realtà, è stato rivisto per l’80% dei componenti, iniziando dalle misure interne, per ridurre gli attriti ed ottimizzare il comportamento. Fornisce la stessa potenza massima di 150 CV ma ad un regime lievemente superiore (6.200 giri invece di 6.000) per avere più allungo, mentre la coppia, è ridotta da 198 a 4.200 giri a 194 Nm raggiunti a soli 4.000 giri ma grazie alla “spinta” elettrica (pari a 65 Nm) la Casa dichiara prestazioni migliorate del 30% nelle accelerazioni di media intensità.

Subaru XV e-Boxer

A tutto handling

I test in anteprima si sono svolti presso il Driving Camp di Pachfurth vicino a Vienna, Austria, su piste di asfalto e fuoristrada con curve e pendenze decisamente impegnative, allo scopo di mettere alla prova bilanciamento generale ed efficacia dell’ibrido ma anche dell’elettronica di contorno. Più che le prestazioni, infatti, nella marcia stradale si apprezzano soprattutto la precisione e la stabilità, notevoli per veicoli con altezza da terra accentuata (ben 22 cm), mentre il sistema ibrido si mette in luce per la dolcezza dei passaggi tra una modalità e l’altra, inclusi accensione/spegnimento del motore benzina, e la prontezza di risposta al gas.

Prove di equilibrismo

Entrambi i modelli sono dotati del programma X-Mode per fondi difficili che ora lavora di concerto con la gestione del sistema ibrido. Anche qui, come su strada, è nelle manovre a bassa velocità che se ne percepisce di più l’aiuto: nella prova di superamento di piccoli ostacoli (come salire, ad esempio, su un marciapiede), con X-Mode attivo il motore elettrico interviene prima e con maggior vigore, limitando il bisogno di far salire di giri il benzina e contrastando lo slittamento naturale del cambio CVT, mentre nei passaggi con pendenza laterale l’andatura diventa più fluida e continua, valorizzando il baricentro basso che permette alle vetture delle Pleiadi manovre al di sopra della media. Specialmente nel caso di Forester, che grazie alle misure di passo e carreggiate leggermente superiori può osare qualcosa in più con un maggior senso di sicurezza.

Subaru XV e-Boxer

Giù (quasi) a occhi chiusi

L’esperienza offroad più sorprendente è la discesa assistita: è sufficiente mettersi in posizione puntare il muso verso il basso con il programma X-mode attivo e rilasciare il freno e dopo appena un secondo, il sistema rileva pendenza e aderenza e interviene su motore e freni facendo scendere dolcemente e in modo regolare l’auto. Vero, tutto il percorso del nostro test alternava strutture in cemento e terra asciutta, quindi con condizioni di aderenza comunque favorevoli, ma il controllo dell’aderenza sulla singola ruota permette di elevare il livello di sicurezza anche su fondi più infidi e pericolose. Su Forester poi, X-Mode ha due distinti programmi, di cui uno specifico (“Dirt Snow&Mud”) per i fondi più impegnativi come neve e fango profondi nei quali accelerando il controllo di trazione si esclude lasciando la libertà di sfruttare al massimo la potenza per cavarsi d’impaccio “di forza”.

Altre novità

L’arrivo della motorizzazione ibrida porta con sé aggiornamenti e migliorie, soprattutto nel comparto sicurezza, iniziando dall’assistenza al cambio di corsia perfezionato. Forester in particolare dispone di un nuovo sistema di monitoraggio dell’attenzione del conducente che rileva la posizione degli occhi o della testa “accorgendosi” di quando ci si distrae. Inoltre, include un software di riconoscimento facciale che attiva automaticamente le preferenze (dalla posizione dei sedili alla temperatura) di ogni utilizzatore tramite un profilo memorizzato e personalizzabile.

Fotogallery: Subaru Forester e-Boxer