Si è da poco conclusa l'edizione 2019 della Mille Miglia. Vi abbiamo preso parte anche noi, al volante di una Stelvio Quadrifoglio Alfa Romeo Racing, “propiziando” la vittoria del Biscione

La prima edizione si è corsa nel 1927. L’ultima, durante il weekend appena concluso: è la 1000 Miglia, che nel frattempo si è stata trasformata in rievocazione storica, una sfida di regolarità tra le auto prodotte dal 1927 al '57.

Per quest'edizione, noi di Motor1 abbiamo preso parte alla Mille Miglia a bordo di una Stelvio Quadrifoglio Alfa Romeo Racing, SUV che abbiamo testato praticamente in esclusiva nella pista di Balocco qualche mese fa.

1000 Miglia 2019

Estetica, aerodinamica, sound

Devo dire che poter stringere ancora tra le mani il volante di uno sport utility dall'animo corsaiolo è un'emozione intensa: rispetto ad una Stelvio Quadrifoglio normale, questa versione si distingue per una livrea che trae ispirazione da quella del team di Formula 1 di Kimi Raikkonen ed Antonio Giovinazzi, ma il maquillage estetico non è la sola differenza.

Stelvio Quadrifoglio Alfa Romeo Racing

Gli scarichi sono firmati Akrapovic, con la fibra di carbonio che si spreca per le appendici aerodinamiche e gli interni dell'auto, mentre le gomme Pirelli presentano la spalla colorata di giallo, come quelle impiegate in Formula 1.

Le curve sono il suo pane

Le strade statali sono il terreno di caccia ideale per la Stelvio Quadrifoglio Alfa Romeo Racing. Nei tratti chiusi al traffico, metto il manettino in modalità Race, andando a perdere tutti i controlli di stabilità e trazione, sentendo un'auto viva come non mai. Lo sterzo è preciso ed immediato, collegato direttamente – più che al mio cervello – alla mia anima.

1000 Miglia 2019

Il comportamento in curva è molto valido: intendiamoci, non si tratta di un peso piuma, ma i risultati del lavoro di alleggerimento ottenuti grazie al carbonio si sentono eccome. Basta una lieve sterzata per trovare l'anteriore proprio lì, dove vuole lo sguardo.

La trazione integrale Q4, che ripartisce opportunamente la coppia tra asse posteriore ed anteriore, fa il resto per uscire dalle curve come una fionda.

Uno dei tanti punti di forza della Stelvio Quadrifoglio Alfa Romeo Racing è il motore, noto V6 da 2.9 litri biturbo derivato da quello della Ferrari California T impreziosito dallo scarico Akrapovic. Questa dotazione arricchisce la voce del motore Made in Maranello, come se ne sono ben accorti gli spettatori assiepati sui marciapiedi e nei centri città.

Ad ogni passaggio di qualsiasi borgo tra Roma e Brescia, erano decine le persone del pubblico che volevano sentire il poderoso suono della Stelvio. Andavano accontentate...

1000 Miglia 2019

Numeri importanti

Dinamicamente eccelsa, la Stelvio Quadrifoglio Alfa Romeo Racing schizza in un lampo da 0 a 100 km/h. Gli oltre 510 CV – non ci è stato comunicato un dato ufficiale, ma rumors indicano un'accresciuta potenza fino ai 520 CV circa – sono sempre presenti: basta affondare il piede destro sul pedale del gas per essere incollati al sedile a guscio in fibra di carbonio, lasciandosi alle spalle chilometri e chilometri di strada.

Stelvio Quadrifoglio Alfa Romeo Racing

Le palette del cambio in alluminio ricavate dal pieno e solidali con il piantone dello sterzo sono ottime compagne di viaggio, appena la strada si attorciglia: la forma allungata consente di essere sempre trovate facilmente, anche quando dobbiamo scalare o aumentare la marcia non sempre a ruote dritte. E poi, bisogna far sentire la voce della Stelvio anche in galleria, no?

Lo sguardo a me

Tra le centinaia di vetture impegnate nella Mille Miglia 2019, una di quelle che non è passata inosservata è sicuramente la Stelvio Quadrifoglio Alfa Romeo Racing.

Limitatissima nella produzione – appena 10 esemplari, come per la sorellina Giulia – è stata una regina fotografata da Brescia a Roma in qualsiasi angolazione, sotto qualsiasi luce e con ogni condizione atmosferica, anche il diluvio che ha accompagnato l'ultimo tratto della corsa da Bologna sino all'arrivo.   

E mentre vinceva l'Alfa Romeo 6C 1500 SS di Bonetti e Moceri del 1928, un'altra moderna creazione del Biscione esaltava le folle. Quelle folle che, legate dai ricordi in bianco e nero, ammiravano il passaggio di quella che Enzo Ferrari definì “la corsa più bella del mondo”.

Fotogallery: Mille Miglia 2019