Uscire dalla città col SUV elettrico della Stella e affrontare la classica gita fuori porta con famiglia. Ecco com'è andata

Proviamo a tracciare insieme l’identikit di un automobilista alla ricerca di un SUV Premium per la famiglia. Sicuramente è qualcuno che ha bisogno di spazio, di comodità, di comfort e, soprattutto, di lusso e prestazioni.

Non ha grandi problemi di budget ed è anche attento a non passare inosservato (senza strafare) davanti al bar dove sono gli amici per l’aperitivo.

Città e non solo

Probabilmente vive in una grande città dove ha un ottimo lavoro, ma nel fine settimana carica la famiglia in macchina e va nella seconda casa al mare o in montagna. Non è lontano, altrimenti i bimbi si stancano. Ricapitolando: usa la macchina quasi esclusivamente in città e nel weekend percorre massimo 300 chilometri.

Questo deve essere stato (grosso modo) il ragionamento fatto in Mercedes per dare il via alla produzione della EQC. Un SUV 100% elettrico con autonomia di 400 km, spazioso, lussuoso e veloce. Molto veloce. Ma un conto è la teoria, un altro la pratica. E quindi abbiamo fatto il pieno alle batterie e siamo partiti; da Roma a Sabaudia, allungando volutamente il percorso per goderci qualche curva dalle parti del lago di Albano.

A primo impatto

Guardandola sfilare nel traffico, soprattutto nell’edizione limitata “1886” in grigio, è difficile rendersi conto che si tratti di un’auto elettrica; solo un occhio attento nota la mancanza degli scarichi e la calandra affusolata. Le dimensioni sono di tutto rispetto: è lunga poco più di 4,7 metri e larga quasi 1,9. Le linee sono gentili, morbide, a tutto vantaggio dell‘aerodinamica. La EQC ricorda uno di quei sassi ovali che si trovano in spiaggia, levigati dal vento ma dall’aspetto forte.

Mercedes EQC, prima prova su strada

Il viaggio

Già spostandola nel parcheggio è facile intuire la massa importante dell’auto. Pesa 2.400 kg per l’esattezza. Ma quando la strada si apre i suoi 408 CV hanno il super potere di annullare le leggi spazio-temporali. Basta guardare un punto all’orizzonte e affondando il piede sul “gas” ci si arriva, senza avere il tempo di rendersene conto. Tutto merito dei due motori che, insieme, tirano fuori (non dal cilindro) la bellezza di 765 Nm di coppia. Il propulsore montato sull’asse anteriore è orientato all’efficienza, quello posteriore alle prestazioni. A proposito di efficienza, la Mercedes EQC monta dietro al volante delle palette, proprio come se avesse un cambio sequenziale.

Mercedes EQC, prima prova su strada

Azionandole si può impostare l’intensità del recupero di energia in frenata. Di fatto quando si tira quella di sinistra si entra in modalità D-, se si vuole aumentare l’effetto del freno motore si “scala” ancora e si va in D- - in cui l’azione del recupero energia è così forte che si può guidare con il solo acceleratore: alzando il piede l’auto rallenta fino a fermarsi. Se invece si vuole massimizzare la durata delle batterie basta tenere tirata una delle due palette per qualche secondo e si entra in D auto. Così la Mercedes EQC sfrutta la tecnologia (radar e GPS) e agisce in autonomia sul comando dell‘acceleratore. Ad esempio, se il radar vede una macchina che rallenta davanti o, addirittura, se il GPS riconosce una curva stretta in arrivo, la centralina taglia la potenza al motore.

Come funziona?

In tutto abbiamo percorso circa 250 chilometri senza alcun problema, con il computer di bordo che ne dichiarava altri 120 di autonomia residua. Di serie la EQC è dotata di un caricabatterie da 7,4 kW, compatibile quindi sia con le prese di casa, sia ovviamente, con le colonnine pubbliche. La potenza massima a cui può essere ricaricata è di 110 kW e in questo caso servono 40 minuti per passare dal 10 all’80% di carica.

Mercedes EQC, prima prova su strada

Mercedes consiglia l’installazione della Wallbox in garage per arrivare a 22 kW. Facendo qualche calcolo il prezzo del “pieno” varia molto: dai circa 20 € da casa (tempi superiori alle 26 ore considerando un impianto da 3 kW e 0,25 €/kW) fino ai 40 € circa per avere la macchina carica in 40 minuti da colonnina fast Charge con un prezzo di 50 centesimi/kW. Molto comodo è il sistema Mercedes ChargeMe, integrato anche con MBUX che permette la creazione di un unico account per rifornire da diversi fornitori di energia.

I “problemi” dell‘elettrico

Tirando le somme a fine giornata ci siamo accorti che l’unico problema che la Mercedes EQC può creare è quello di essere una potenziale macchina “mangia patenti”. È praticamente impossibile rendersi conto della velocità a cui si viaggia se non si guarda il tachimetro.

Mercedes EQC, prima prova su strada

Rumori? Zero. Vibrazioni? Non rilevate. Stabilità e precisione sono sempre ai massimi livelli. Attenzione allora, perché quello che si risparmia in carburante, bollo e strisce blu potrebbe ripresentarsi… sotto forma di verbale.

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