L'automobile come ispirazione nei momenti più difficili, coi 100 anni di Mazda che si trasformano in un virtuoso esempio da riscoprire

Non tutti reagiscono alle sfide allo stesso modo, ma chissà perché, di solito sono gli esempi più trascinanti e vincenti che ci danno la giusta motivazione per osservare le cose da un differente punto di vista, quello di chi “non si arrende mai”.

Ed è proprio questo che significa “Mukainada Spirit”, che per Mazda rappresenta la voglia di rialzarsi, la tenacia del ripartire, l’ingegno di innovarsi, tutte doti che l’azienda ha provato sulla sua pelle attraverso le persone che da sempre contribuiscono alla sua crescita, da ormai 100 anni.

Mukainada Spirit, la genesi

Nata nel 1920 a Hiroshima con il nome Toyo Cork Kogyo Co., Ltd. e nota per la produzione di sughero, nel 1927 diventa Toyo Kogyo Co., Ltd convertendosi alla meccanica, agli utensili e nel 1931 arriva il primo motocarro a tre ruote, il MazdaGo.

È il debutto ufficiale del marchio Mazda, derivato dall'abbinamento del nome del fondatore, Jujiro Matsuda con quello della divinità della luce Ahura Mazda, appunto una nuova luce nel mondo dell’automobile.

Ma il 6 agosto del 1945, il giorno del 70° compleanno di Matsuda, si verifica l’apocalisse nucleare e la fabbrica si trasforma in un punto di primo soccorso e rifugio per le famiglie, confermando quello che già era, un riferimento per la città. In pochi giorni la produzione riprenderà, ma con uno spirito nuovo e un diverso approccio alle sfide.

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La prima automobile nasce nel 1960 col nome di R360 e, sebbene non sia la prima kei car sul mercato, diventa subito la molto popolare grazie al suo stile, alla leggerezza, al coinvolgimento del conducente e al buon rapporto qualità/prezzo. Con lei inizia l’ascesa del Costruttore nel settore automobilistico, forte di quei valori nati nell’epicentro della motivazione, insieme al “Mukainada Spirit”.

I Maestri Takumi

L’attenzione al dettaglio e la ricerca della perfezione che da sempre contraddistinguono il Costruttore giapponese sono collegati al legame viscerale che Mazda ha mantenuto con la propria terra.

In ambito produttivo questo si traduce nel desiderio di trasferire la massima qualità nella lavorazione di ogni particolare applicato alla meccanica, con l’artigianalità della manifattura giapponese che trova origine nelle abilità dei Maestri Takumi, noti per la loro esperienza nella lavorazione dell’acciaio.

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Lo stesso principio oggi viene in parte dimostrata dai Robot che, per esempio nella parte di verniciatura delle vetture, riproducono la tecnica del “Takuminuri” per creare la brillantezza della splendida vernice “Soul Red Crystal”, l’odierna interpretazione del “rosso by Mazda”, il colore più celebre nella storia del Costruttore nipponico.

Jinba ittai

Sentirsi un tutt’uno con l’auto. In Mazda questo legame viene raffigurato come il concetto di fusione perfetta tra “cavallo e cavaliere”, una leggendaria relazione che ancora oggi è alla base della filosofia di guida di Mazda, grazie soprattutto alla ricerca incessante dei suoi ingegneri impegnati a elaborare e sviluppare tecnologie che trasformano la perfetta armonia di Jinba Ittai in realtà, migliorando la sicurezza e la serenità mentale del conducente e realizzando un'auto che risponda quasi come se si trattasse di un’estensione del corpo del guidatore.

Elettromiogramma e sensori-G sono le tecnologie che col tempo hanno permesso di calibrare perfettamente l’ergonomia dell’abitacolo delle Mazda, lasciando al guidatore un solo compito: guidare divertendosi.

Dal rotativo a Le Mans

Presentata come concept al Salone di Tokyo del 1964, la Cosmo 110S è dotata del motore Wankel, prima 8A poi 10°, sigle di un progetto fondamentale per Mazda. Questa prima Cosmo venne impiegata come auto dimostrativa per i concessionari, ma oltre all’artigianalità totale di un’auto interamente costruita a mano la Cosmo Sports porta in dote il motore rotativo, che diventerà uno dei vanti più distintivi dello sviluppo tecnologico di questo Marchio, arrivando fino agli anni 2000 col “Renesis” della RX-8.

In questo arco temporale nel frattempo Mazda si cimenta in maniera fruttuosa nel Motorsport: risale infatti al 1981 la vittoria della prima Mazda in una gara di durata, la 24h di SPA Francorchamps con la RX-7 che dal 1980 al 1987 dominerà il campionato IMSA, fino ad arrivare al leggendario trionfo della 787B alla 24h di Le Mans del 1991.

SkyActiv, il presente

Con SkyActiv in Mazda vogliono legare le prestazioni all’efficienza. Si tratta di un progetto innovativo, oltre che complesso: usare rapporti di compressione più alti del normale per avere più performance e meno dissipazione di energia.

Questa tecnologia oggi equipaggia tutta la gamma di Mazda che continua a dimostrare un identità propria, sempre riconducibile a quei valori antichi che fanno parte del suo DNA.

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