La terza generazione della “track oriented” della piccola inglese è una vera furia tra i cordoli, ma sa essere godibile anche su strada

Con i suoi 306 CV per appena 3,88 metri di lunghezza, la terza generazione della MINI John Cooper Works GP non è soltanto la MINI più potente e veloce di sempre, ma anche una delle compatte sportive più estreme oggi presenti sul mercato. Nonché una di quelle con il maggior numero di accessori per metro quadrato.

Con le due serie che l’hanno preceduta, la nuova GP condivide la medesima filosofia progettuale: più potenza e meno peso. Anche se questa volta di potenza ce n’è davvero tanta, mentre il peso non è poi così basso.

Com’è fuori

Basta una veloce occhiata per capire che ci si trova al cospetto della MINI più estrema di sempre. A rendere anche esteticamente chiare le intenzioni del modello ci pensano i passaruota allargati e realizzati in fibra di carbonio che si sollevano letteralmente dalla carrozzeria e, nella parte posteriore, un alettone di enormi dimensioni. Due soluzioni dal sicuro “effetto wow”, ma che all’atto pratico non assolvono ad alcuna funzione aerodinamica.

Mini test JCW GP 2020
Mini test JCW GP 2020

I cerchi in lega, infine, sfoggiano il caratteristico disegno a quattro razze tipico dei modelli GP. Rispetto al passato il numero identificativo del modello non è più sul tetto, ma sul passaruota anteriore e non è più adesivo, bensì stampato direttamente nel carbonio.

Com’è dentro

Come da tradizione per il modello, anche la nuova MINI GP rinuncia al divanetto posteriore, sostituito da una barra di torsione in grado di aumentare la rigidità torsionale della vettura. I due sedili anteriori sono gli stessi dell’allestimento John Cooper Works e anche la plancia sembra quella di una “normale” MINI, fatta eccezione per qualche piccolo dettaglio.

Mini test JCW GP 2020
Mini test JCW GP 2020

Dietro il volante, ad esempio, trova posto un nuovo quadro strumenti digitale ereditato dalla MINI Cooper SE. Ma gli elementi più caratterizzanti sono i paddle del cambio realizzati da un pieno di alluminio con la tecnica della stampa 3D. Medesima tipologia di lavorazione impiegata anche per la produzione dell’inserto personalizzato con il numero dell’esemplare sopra il cassetto portaoggetti.

Piacere di guida

Diciamolo subito. Se si tratta di piacere di guida, la MINI John Cooper Works GP è forse la migliore sportiva a trazione anteriore che possiate comprare. Sotto il cofano trova posto il 2 litri turbo a quattro cilindri che equipaggia la BMW 135i, capace di sviluppare una potenza massima di 306 CV e 450 Nm di coppia.

L’unità è abbinata di serie a un cambio automatico a otto rapporti e permette alla GP di schizzare da 0 a 100 km/h in 5,2 secondi e di raggiungere una velocità massima di 265 km/h. Ma i numeri non bastano a spiegare le sensazioni di guida che la GP sa regalare. Grazie a un assetto completamente rivisto, fatto di molle più rigide del 20% rispetto alla più “tranquilla “ JCW, a un’altezza da terra inferiore di 10 mm, a un maggiore angolo di camber e, soprattutto, alla presenza di un differenziale Torsen con percentuale di bloccaggio tarata al 31%, la più arrabbiata delle MINI si muove tra le curve come una lama.

Mini test JCW GP 2020
Mini test JCW GP 2020

Il termine sottosterzo è una parola sconosciuta per la GP, mentre il suo posteriore segue sempre fedelmente la traiettoria impostata senza andare mai in crisi. Peccato solo per un pizzico di turbo-lag di troppo, nonostante il picco di coppia sia già disponibile a partire da 1.750 giri. Ma detto questo, la GP è un vero e proprio fulmine, in grado di mettere in riga sportive ben più care e blasonate.

Comfort

La nuova MINI JCW GP è innegabilmente votata alla pista e quando si guida su strada bisogna per forza scendere a qualche compromesso. L’assetto rigido fa rimbalzare non poco sui tratti più sconnessi, anche se, di contro, la buona imbottitura dei sedili non stanca nemmeno nelle trasferte più lunghe.

Mini test JCW GP 2020
Mini test JCW GP 2020

Il cambio a otto rapporti svolge il suo lavoro con una fluidità ineccepibile, garantendo una guida tranquilla e rilassata quando non si ha voglia di stringere il coltello in mezzo ai denti tra i cordoli. Anche l’insonorizzazione non è male e questo, a ben vedere, per i più appassionati potrebbe non essere un vero pregio.

Il suono del 2 litri turbo non solo entra nell’abitacolo in maniera molto filtrata, ma manca proprio di quell’incisività che aveva sulle serie precedenti e che ora, per via della presenza del filtro antiparticolato, ha in buona parte perso.

Curiosità

Le due generazioni di MINI GP che hanno preceduto quella oggi disponibile, si caratterizzavano oltre che per l’elevata potenza, anche per il peso notevolmente ridotto rispetto alla versione “di serie”. La nuova GP, invece, pur potendo contare su un peso inferiore di circa 70 kg rispetto alla JCW, resta comunque una vettura piuttosto pesante, fermando l’ago della bilancia a 1.255 kg.

Questo, nonostante l’eliminazione della panca posteriore e l’adozione dei cerchi in lega più leggeri mai “calzati” da una MINI: solo 9 kg l’uno.

Mini test JCW GP 2020
Mini test JCW GP 2020

Quanto costa

La MINI John Cooper Works GP è realizzata in serie limitata. Gli esemplari disponibili sono solo 3.000 e in Italia viene proposta a un prezzo di 45.900 euro. L’allestimento è uno solo, ma se si spendono 3.000 euro in più è possibile scegliere il pacchetto Comfort, che aggiunge elementi come il sistema di navigazione Plus, i sedili riscaldati, il climatizzatore bi-zona e il bracciolo centrale.

Fotogallery: Mini JCW GP 2020, la prova