Nata per sfidare la Mini, oggi è un simbolo di italianità che ha segnato un’epoca e formato tanti e promettenti piloti nei rally

Piccola, scattante e versatile, la A112 è di certo una magnifica interprete di quella geniale italianità che, nel corso degli Anni ’70, dimostrò di avere le carte in regola per contrastare l’egemonia della Mini, e non solo.

Presentata al pubblico al Salone di Torino nell'Ottobre 1969 e commercializzata a partire dai primi mesi del 1970, la A112 è frutto di un progetto diretto dall'Ingegner Dante Giacosa che da subito fa centro con un modello innovativo dalla fisionomia in grado di soddisfare sia direttive pratiche che di stile.

Nel 1971 poi, la “svolta” prestazionale, grazie all’ingresso in gamma della A112 Abarth, presentata nella vistosa livrea rosso corsa che poteva vantare sotto al cofano ben 58 CV con la cura di Carlo Abarth, modello che arriverà a 70 HP con la terza serie.

Se poi si aggiunge il debutto della “lussosa” versione Elegant con livrea bicolore, da qui la carriera della A112 sembra inarrestabile con un susseguirsi di aggiornamenti e restyling per l’intero arco della sua vita produttiva durata 17 anni, dal 1969 al 1986.

Pro e contro

La simpatia che ancora oggi la A112 suscita è significativa di un look efficace, a partire dalla tipica doppia gobba dei fari anteriori, fino ad arrivare all’innovativo portellone posteriore che invita ad essere caricato di tutto l’occorrente per una conviviale gita fuori porta, il tutto in soli 3,23 metri di lunghezza.

Autobianchi A112 (1970), Perché Comprarla... Classic

Le dimensioni compatte e la semplicità costruttiva determinano anche una leggerezza da record della vettura, che misura soltanto 640 kg a secco sulla bilancia.

Ne consegue quindi che, senza interpellare le versioni Abarth, anche la motorizzazione protagonista di questa prova può trasmettere un certo brio se scatenata nella zona medio-alta del contagiri: il motore infatti è un 903 di cilindrata, noto come FIAT 100, un quattro cilindri in linea con albero a camme laterale capace di 44 CV di potenza che possono spingere la A112 a oltre 135 km/h di velocità massima, in quarta piena…

Autobianchi A112 (1970), Perché Comprarla... Classic
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Impercettibili vizi di gioventù riguardano le primissime A112, che non sono fornite di tergilunotto posteriore, di lunotto termico e della cappelliera a copertura del vano bagagli.

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Migliorabile invece la rapportatura del cambio a 4 marce che ne pregiudica il comfort autostradale, con la quinta marcia che arriva solo nel 1979, mentre sulle prime A112 è molto frequente la modifica che ripartisce la frenata del freno a mano dalle originali ruote anteriori, alle più tradizionali posteriori. 

Prezzi

Il prezzo di partenza iniziale nel 1970 era di poco inferiore alle 900.000 lire, ma il milione si raggiungeva facilmente se si aggiungevano accessori.

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Possedere una A112 oggi invece costa un po’ di più, con una prima, seconda o terza serie che possono avere prezzi variabili da 2-3.000 euro fino anche a 7-8.000 euro a seconda delle condizioni, mentre a partire dal 1977, con la quarta serie, le valutazioni possono oscillare dai 2.000 ai 5.000 euro o poco più.

La musica invece cambia per una A112 Abarth che può raggiungere anche i 15.000 euro e oltre per una rara prima serie 58 HP o per una terza serie 70 HP.

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