Ecco cosa trasmette e dove è migliorata la prossima coupé sportiva tedesca

OK, provare in anteprima un autentico bolide come come hanno fatto i nostri colleghi di Motor1 Germania è già un privilegio di per sé.

Ancor più se l'auto in questione è la prossima BMW M4, perché parliamo forse della sintesi più equilibrata dei valori del marchio, ovvero sportività, raffinatezza tecnologica e guidabilità evoluta.

Caratteristiche che certo non fanno difetto ai modelli superiori come la M5, ma che si esaltano nelle forme più raccolte (sempre meno, con buona pace del downsizing, le misure continuano a crescere…) della M4.

In questo caso però, c’è un elemento in più che rende l’esperienza maggiormente gratificante: il test drive condotto al Sachsenring di Monaco di Baviera, alla presenza della precedente M4 Competition come metro di paragone, ha in realtà il sapore di un clinic-test poiché Carsten Wolf, Project Manager delle M3 ed M4,è ansioso di ricevere il nostro feedback.

L’auto è nella fase finale dello sviluppo ma ancora passibile di modifiche, quindi non risparmiamo le critiche, stiamo dando il nostro contributo alla storia. Una volta tanto, in modo attivo!

Tre livelli, e il cambio manuale non si tocca

Tanto per cominciare, malgrado i 480 CV, potenza che altrove avrebbe imposto trasmissioni automatiche già da un pezzo, il team BMW non cede e resta fedele al manuale (come anticipato del resto in questa anteprima), almeno per questa configurazione che chiameremo “base”.

Già, la notizia è che la nuova M4 sarà proposta in tre livelli e questa - dalle prestazioni già esorbitanti - non è che la prima.

Fotogallery: BMW M4 (2020) in pista

Il cambio ZF a 8 rapporti con specifico settaggio, quello montato su X3 M e X4 M per capirci, arriverà con il secondo step, la nuova Competition, che vedrà e la potenza del 6 cilindri 3.0 biturbo sale a 510 CV e la coppia da 600 a 650 Nm.

Ma intanto, almeno per il mercato tedesco, si parte con il sei marce e la frizione. Perché come ha ricordato Jörg Weidinger, uno dei responsabili dello sviluppo, “Non ci importa granché se ha senso o meno da un punto di vista, economico, il cambio manuale fa parte del nostro DNA e lo difendiamo”.

BMW M4 (2020) in pista

La terza versione, che arriverà in una fase successiva, sarà una Competition con trazione integrale, una novità assoluta sia per la per M3 sia per la M4 ma che segue, stavolta sì, l’orientamento generale del mercato e quello già adottato sulla M5.

Qui, però, l’xDrive è portato all’estremo: una ripartizione della trazione sbilanciata verso il posteriore con la possibilità, secondo la modalità di guida, di disattivare del tutto l’asse anteriore. La tradizione è sacra.

Stile da sognare, conferme dagli interni

Le camuffature della carrozzeria fanno il loro dovere e, per quanto concerne i dettagli esterni, tocca lavorare di fantasia. Con la certezza, comunque, che anche qui non si andrà facilmente fuori dagli schemi tradizionali di ogni M che si rispetti.

Certo, siamo curiosi di sapere se il nuovo “doppio rene” stilizzato della calandra sarà presente anche qui o ci proporranno qualche nuova idea, le M sono sempre state auto iconiche di per sé, senza prendere granché a prestito dalle sorelle.

BMW M4 (2020) in pista
BMW M4 (2020) in pista

Semmai attirano l’attenzione gli interni e i sedili, con rivestimento "blu puffo" e accenti in giallo neon che però, purtroppo, nella gallery non si vedono chiaramente.

Il resto è familiare, dai comandi per impostare le modalità di guida agli strumenti, fino ai pulsanti M1 e M2 sul nuovo volante, dall’imbottitura generosa fino alla “solita” leva del cambio dalla consistenza un po’ gommosa.

BMW M4 (2020) in pista

Sfida sé stessa

Il test è iniziato con alcuni giri di “riscaldamento” e ricognizione sulla “vecchia” M4 Competition da 450 CV, per prendere pratica della pista e affinare i sensi per un confronto non facile.

La pista è bagnata e questo mette in luce da subito la criticità classica della M4 F82, che è un’auto da asciutto senza deroghe, a cui basta una minima variazione di troppo sul gas per andare allegramente in sovrasterzo.

Del resto, i suoi 550 Nm scaricati sull’asse posteriore e l’irruenza dei due turbo (dopo generazioni di aspirati potenti ma più controllabili) le sono valsi la reputazione di cliente difficile, a tratti indisciplinato, anche senza umidità…

BMW M4 (2020) Predrive

La sfida è “migliorare quello che già sembrava essere l’apice”, la solita tiritera che i tecnici usano per farti sapere quanto sono stati bravi.

Nel caso della M4, il modello a fine carriera ha tenuto testa alla concorrenza fino alla fine nelle prove comparative, quindi va riconosciuto che gli standard erano veramente altissimi. La nuova generazione di Serie 4, tuttavia, offre una base con caratteristiche interessanti.

BMW M4 (2020) in pista
BMW M4 (2020) in pista

Wolf, sviluppatore del telaio, inizia con il dire che "La nuova struttura è più rigida, ha un pacchetto completo di puntoni ed elementi di rinforzo, una larghezza maggiore di ben 5 cm e carreggiate ampliate e naturalmente pneumatici più larghi, che hanno lo scopo di rendere l'auto più stabile".

Inoltre, per la prima volta, saranno montati cerchi differenziati non soltanto nel canale ma anche nel diametro, da 19” davanti e da 20” dietro.

BMW M4 (2020) in pista

Oltre i limiti ma entro i limiti

Le nuove M3 e M4 saranno, quindi, assolutamente più veloci delle precedenti, con un muro di 4” nello 0-100 km/h da battere.

Non certo uno scherzo, ma ancora Wolf sottolinea che lo sviluppo punta parimenti a rendere l’auto migliore anche nell’utilizzo quotidiano, contrastando rumorosità, vibrazioni, rigidità sullo sconnesso, importanti quanto la stabilità al limite.

E in effetti, l’impegno si percepisce: l'auto sembra più stabile ma al tempo stesso ha una maggior tenuta a livello di grip, che tradotto significa mantenere il controllo più a lungo che in precedenza prima che le ruote posteriori perdano la presa.

BMW M3 (2020) Predrive
BMW M4 (2020) in pista

A dirla tutta, pretendere di esprimere pareri precisi sul comportamento del motore e dell’handling sarebbe poco meno che una vanteria, perché le condizioni della pista non hanno consentito di guidare abbastanza velocemente da ricavare impressioni così elevate.

Attendiamo con pazienza l’occasione di un prossimo test sulla versione definitiva, presumibilmente ad inizio 2021, sperando di non dover attendere l’arrivo in commercio che sarà ancora successivo.

Si è schiarita la voce

Almeno una sensazione netta, su tutte, ve la vogliamo regalare: i quattro vistosi tubi di scarico (che dicevamo a proposito della tradizione?) producono un sound decisamente soddisfacente e soprattutto sembra esser stata resa un po’ più naturale rispetto alla precedente, che tradiva qualche “aggiustamento” artificiale.

Sembra anche di sentire qualche reminescenza da auto da corsa. Una promessa sussurrata - anzi, rombata - di nuove meraviglie.