Prezzo d'acquisto e percorrenze le variabili: offrono entrambe tanto spazio e, nelle città, possono beneficiare degli stessi vantaggi

Sono sempre più numerose le auto che a classici motori benzina o diesel affiancano motori elettrici più o meno grandi: capire cosa faccia al proprio caso quindi non è sempre facile.

Bisogna avere ben presente fin da subito quale sarà l'uso che si farà dell'auto: per un padre di famiglia che fa tanti chilometri l'ibrido plug-in potrebbe essere la soluzione adatta, mentre i più giovani potrebbero trovare nell'ibrido mild la risposta alle loro esigenze.

La nuova Skoda Octavia Wagon rappresenta il punto d'incontro tra questi due mondi perché, sotto il cofano, nasconde entrambe le tipologie di motorizzazione. Quale scegliere? Scopriamo i vantaggi di entrambe con Massimo e Francesco.

Come funzionano?

A riguardo c’è ancora molta confusione. Il mild hybrid è un sistema ibrido - come conferma l’omologazione - che abbina al tradizionale motore a benzina (un 1.0 che Lorenzo ha messo alla prova nel full test, ecco il video) un piccolo elettrico a 48 V comandato a cinghia e una batteria agli ioni di litio anch’essa da 48 V. La differenza rispetto ad un benzina tradizionale si nota nel traffico, in frenata, in accelerazione e anche quando si stacca il piede dall’acceleratore.

Nuova Skoda Octavia Wagon - Auto del mese

La parte elettrica è troppo piccola e poco potente per muovere da sola la macchina, al contrario di ciò che avviene nella plug-in. Qui, un pacco batterie da 13 kWh permette di viaggiare per più di 50 km chilometri senza svegliare il 1.4 turbo benzina da 150 CV e alimentando il solo elettrico da 85 kW, un motore che ha le caratteristiche giuste per dare vitalità a una station lunga quasi 4,7 metri senza bruciare nemmeno un millilitro di benzina.

Mild hybrid e plug-in hybrid: tanti vantaggi in città

La legge ancora non fa distinzione tra le varie categorie di ibride per cui le Octavia di questa prova beneficiano degli stessi vantaggi a seconda del comune in cui ci si trova. A Roma, per esempio, possono sostare gratuitamente sulle strisce blu ma non accedere alle ZTL; a Milano invece possono sia parcheggiare gratis che oltrepassare la soglia della fatidica area c.

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Ma non è finita qui: su 14 regioni su 20 per i primi 2,3,4 o anche 5 anni sono esenti dal bollo auto per cui il risparmio economico non è da sottovalutare.

La plug-in costa di più, ma ci sono gli incentivi 

Per sfruttare al meglio una plug-in, oltre ad uno stile di guida più accorto, è meglio possedere un garage e dotarsi di una wall box in modo tale da sfruttare unicamente il motore elettrico per i tragitti feriali casa/lavoro e lasciare all'endotermico il compito di macinare chilometri nei weekend. Il tutto con consumi che possono essere pari a quelli di una normale benzina con una media di circa 20 km con un litro di benzina.

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Lo scotto da pagare? La capacità di carico perché la presenza delle batterie incide sul volume del bagagliaio (passa da 640 a 490 litri) e il prezzo di circa 10.000 euro superiore alla mild hybrid. Ma qui entrano in gioco gli incentivi che, grazie alle emissioni al di sotto della soglia dei 60 g/km, vanno dai 6.500 ai 3.500 euro a seconda che si abbia o meno una vecchia auto da rottamare.

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