Skoda Superb, il nome è "giusto"

Nel nome il destino. Ma diciamocelo chiaramente: una Skoda che si chiama Superb faceva un po’ sorridere, perché un’auto che viene dalla Repubblica Ceca poteva permetterselo giusto perché negli anni 30-40 esisteva una Skoda Superb, ma di certo appariva velleitario di fronte alla cugina, sua maestà Volkswagen Passat. Ma se prima la parentela era poco visibile e neppure troppo recriminabile, la terza generazione dell’ammiraglia di Skoda la mostra stavolta senza reticenze portando a nudo le comunanze genetiche che sono sempre esistite e le hanno portato comunque fortuna, con oltre 700mila unità vendute dal 2001.


Ha ormai passato il confine


L’avevo già vista a Ginevra e vista all’aperto ne sono ancora più convinto: la nuova Skoda Superb è una bella macchina e il suo aspetto solido mi sembra una scultura che, insieme al materiale in eccesso, ha eliminato ogni timidezza. Una convinzione che è anche costruttiva: fare un cofano motore che arriva fino allo spigolo laterale senza creare spiragli visivi non è cosa da tutti, anzi direi da pochi. La mia prima impressione è che potrebbe essere una Volkswagen o un’Audi, anche se il profilo inferiore spezzato dei fari anteriori mi ricorda troppo quello delle Seat. La differenza, oltre che nelle forme, è soprattutto nelle proporzioni. Ci sono 2 cm e poco in più in lunghezza, ma con 8 in più di passo, 5 in larghezza e sop...