Volkswagen Passat Variant GTE, fra ecologia e sportività

Chi non è aggiornatissimo rischia di rimanere spiazzato, di fronte alla Passat ibrida plug-in: le Volkswagen "speciali" non erano GTI o GTD, peraltro fino alla Golf? Fino a non molto tempo fa sì. Poi, con la Golf VII ha debuttato anche questa sigla, che è un nuovo modo di intendere la sportività. Più ecologico, più discreto, più moderno. In pratica, quello che su GTI e GTD si raggiunge con turbine grandi così (senza esagerare, comunque: per chi vuole il massimo c'è la R), qui si ottiene con un pulitissimo e politically (very) correct motore elettrico le cui batterie si ricaricano dalla rete elettrica di casa e che va a supporto di un benzina 1.4 sovralimentato comunque brillante. Il primo eroga 115 CV, il secondo 156: come quasi sempre accade, la potenza totale della vettura non è la semplice somma algebrica dei due valori ma è funzione di una complicatissima interazione mediata dal cervellone elettronico che tutto sovrintende. Nel caso specifico, la potenza massima combinata è di 218 CV, sufficienti per farla scattare da 0 a 100 km/h in 7,4 secondi (7,6 la station wagon), fino alla velocità massima di 225 km/h. Il consumo medio? Irrisorio: 1,6 l/100 km, ma solo quando si parte con le batterie completamente cariche e il viaggio non supera i 50 km di autonomia elettrica (anche se io non sono andato oltre i 40 km, prima che gli accumulatori si esaurissero); superata questa soglia, la GTE ...