Bristol Cars torna in vita e riparte dalla supercar Fighter
Bristol Cars torna nel 2026 completando cinque Fighter con telai originali. La supercar ha un V10 da 8 litri, 600 CV e 338 km/h
Bristol Cars torna a far parlare di sé e sceglie un modo decisamente particolare per inaugurare il nuovo corso: completare la Fighter, la supercar rimasta legata all'ultima fase produttiva del marchio britannico.
Un esemplare appena terminato, costruito partendo da un telaio originale mai utilizzato, è stato presentato al Salon Privé di Blenheim Palace, dove Bristol celebra anche gli 80 anni della propria storia.
La Fighter torna con il suo V10 da 8 litri
Nata nei primi anni Duemila, la Bristol Fighter era l'ultima auto prodotta da Bristol prima dello stop alla produzione nel 2011. Una due posti fuori dagli schemi, riconoscibile per la carrozzeria bassa e affusolata e soprattutto per le porte ad apertura verticale, sotto cui trova posto un V10 aspirato da 8,0 litri.
Bristol Fighter (2026)
Bristol Fighter (2026), gli interni
Bristol Fighter (2026), il motore V10
Nel nuovo capitolo la meccanica mantiene numeri ancora oggi impressionanti: il motore sviluppa 525 CV nella configurazione standard, mentre è disponibile anche una versione da 600 CV. La velocità massima dichiarata arriva fino a 338 km/h. Il progetto cerca però un equilibrio particolare, unendo prestazioni da supercar a caratteristiche da granturismo pensate anche per i lunghi viaggi.
Cinque telai originali per una produzione irripetibile
La rinascita non parte quindi da un progetto completamente nuovo. Bristol ha confermato l'esistenza di cinque telai originali mai utilizzati e dei relativi componenti e disegni: uno è servito per realizzare l'esemplare presentato a Salon Privé, mentre gli altri quattro saranno completati nei prossimi mesi.
Bristol Fighter (2026), la vista posteriore
Ogni Fighter sarà costruita artigianalmente sulla base del telaio originale e potrà essere configurata dal futuro proprietario. Saranno disponibili sia la guida a destra sia quella a sinistra, mentre il prezzo verrà comunicato solamente su richiesta. La produzione avverrà nel Regno Unito grazie alla collaborazione con un partner specializzato nelle lavorazioni a basso volume.
Bristol riparte dalla sua storia
Dietro il ritorno c'è Paul King, proprietario e direttore di Bristol Cars, affiancato da Richard Hackett, oggi presidente e già vicino a Tony Crook, figura centrale nella precedente storia della Fighter. Una scelta che punta a mantenere un collegamento diretto con il passato della Casa.
Fotogallery: Bristol Fighter (2026)
Bristol nasce nel 1945 come derivazione della Bristol Aeroplane Company e costruisce la prima auto, la 400, nel 1946. La produzione si è distinta negli anni per numeri ridotti, soluzioni tecniche originali e una forte influenza del mondo aeronautico. Dopo il fallimento del 2011 e il successivo tentativo con la Bullet del 2016, mai arrivata alla produzione in serie, il marchio prova ora a ripartire proprio da una storia rimasta a metà.
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