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Benzina e diesel, da domani il pieno costa di più: perché

Da domani lo sconto sulle accise del diesel scende da 12,2 a 6,1 centesimi al litro: un pieno costerà fino a 3 euro in più

Benzina e diesel, da domani il pieno costa di più: perché
Foto di: Shutterstock
Fabio Gemelli Fabio Gemelli

Da domani il pieno di gasolio costerà di più, e questa volta non è colpa delle quotazioni internazionali del petrolio: a pesare sulle tasche degli automobilisti è infatti una decisione del Governo, che dimezza lo sconto sulle accise introdotto nelle scorse settimane.

Secondo le stime del Codacons, il rincaro potrebbe tradursi in un aggravio fino a 3 euro a pieno, cifra che sale addirittura a 5,45 euro se si considera l'effetto complessivo del decreto entrato in vigore lo scorso 18 settembre.

Cosa cambia da domani, nel dettaglio

Al momento, secondo i dati dell'Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio praticato lungo la rete ordinaria si attesta a 2,154 euro al litro per la benzina e 2,338 euro al litro per il gasolio, con importi leggermente più alti in autostrada. Dal 26 settembre 2026 lo sconto fiscale attualmente applicato sul diesel, pari a 12,2 centesimi al litro IVA inclusa, scenderà a soli 6,1 centesimi, restando a questo livello fino al 5 ottobre.

In termini pratici, l'aliquota di accisa sul gasolio utilizzato come carburante passerà da 572,90 a 622,90 euro ogni mille litri, un aumento che si riverserà inevitabilmente sul prezzo finale alla pompa.

Il calcolo del Codacons e cosa succederà dopo il 6 ottobre

Secondo l'associazione dei consumatori Codacons, il taglio dello sconto porterà a un aumento netto di circa 3,05 euro per un pieno standard, calcolo che sale a 5,45 euro se si guarda all'impatto complessivo del provvedimento dall'inizio del mese.

Ma la vicenda non si esaurisce qui: dal 6 ottobre, infatti, gli automobilisti diranno definitivamente addio allo sconto fisso sulle accise, perché entrerà in vigore il meccanismo delle cosiddette accise mobili. In pratica, lo Stato utilizzerà il maggior gettito IVA incassato per effetto dei rincari del petrolio greggio per abbassare temporaneamente le accise fisse, un sistema pensato per rendere il prezzo alla pompa meno sensibile alle oscillazioni internazionali, ma che al tempo stesso rende più complesso prevedere con esattezza quanto si pagherà nelle prossime settimane.